Un box per le donazioni di Farmaci presso la Misericordia di Orta Nova

La Misericordia di Orta Nova, per dare seguito all’annuale raccolta del Banco Farmaceutico che quest’anno ha fatto registrare un grande successo, ha deciso di aderire ad un’iniziativa benefica promossa dal Centro Missionario Medicinali Onlus di Firenze. Con l’obiettivo di spedire il maggior numero di farmaci da banco alle persone bisognose, la confraternita ortese ha installato un box per la raccolta delle donazioni di farmaci nei pressi dell’ingresso principale della sede di Via Puglie SN ad Orta Nova.
I cittadini potranno donare soltanto farmaci non scaduti e per i quali non è prevista la conservazione in frigorifero. Vanno evitati flaconi e tubetti già aperti. Si raccoglie anche materiale sanitario, flebo, pannoloni, e tutto ciò che è acquistabile in farmacia. La Misericordia di Orta Nova, periodicamente, svuoterà il box-farmaci e inoltrerà le donazioni al Centro Missionario Medicinali Onlus di Firenze e agli altri enti caritatevoli che si occupano della distribuzione dei farmaci. Tramite l’operato encomiabile di questi Enti, sotto la supervisione di personale medico qualificato, i farmaci saranno destinati alle persone bisognose e alle zone del terzo mondo dove la presenza di farmaci molto comuni determina la vita o la morte delle persone. “Il nostro banco farmaceutico – spiega il Governatore della Misericordia è intitolato ad un parroco che si è contraddistinto per il suo spirito di intraprendenza qui ad Orta Nova, ovvero Don Cesidio Cordisco. Speriamo che la nostra intraprendenza, con quest’ultima iniziativa, sia premiata dai cittadini, per una causa nobile che non può essere sottovalutata”.
Comunicato Stampa

PSR, il coro di tutti gli agricoltori pugliesi: “Basta liti, andiamo avanti”

Sul PSR, la Regione Puglia deve andare avanti con determinazione, procedendo con le istruttorie e attivando tutte le procedure necessarie all’erogazione dei fondi”. E’ Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, a tornare su una questione vitale per gli agricoltori pugliesi. “Senza entrare nel merito di una questione annosa, che tutti sappiamo quanto si sia ingarbugliata in questi anni, chiediamo a tutte le forze politiche e ai rappresentanti istituzionali di adoperarsi affinché a ritardi non si aggiungano ritardi. Non è il momento di scagliarsi gli uni contro gli altri per motivi che agli agricoltori non interessano: lasciateci dire che, alle imprese agricole, ora interessa che i fondi disponibili siano utilizzati presto e bene”, ha aggiunto Carrabba.

IN CAPITANATA. Sulla stessa lunghezza d’onda, si è espressa nella riunione di giunta svolta il 19 febbraio la CIA Capitanata. “Alle spalle, ci lasciamo una serie di annate negative per l’agricoltura in provincia di Foggia”, hanno spiegato Nicola Cantatore e Michele Ferrandino, rispettivamente direttore e presidente provinciale dell’organizzazione in Capitanata. “I settori cerealicolo, vitivinicolo, ortofrutticolo e zootecnico necessitano di investimenti e innovazione che diano slancio e risposte per quanto riguarda redditività, innovazione e posti di lavoro.

NEL BARESE E NELLA BAT. Le gelate, gli eventi atmosferici estremi, i tanti problemi che hanno falcidiato l’agricoltura nella BAT e in provincia di Bari “hanno determinato una situazione di sofferenza rispetto alla quale i fondi del PSR, una volta concretamente erogati, possono determinare un punto di svolta”, ha dichiarato il direttore provinciale di CIA Levante, Giuseppe Creanza. “Con tutto il rispetto della campagna elettorale”, ha aggiunto il presidente provinciale Felice Ardito, “noi auspichiamo che almeno sul PSR ci sia un atteggiamento costruttivo e responsabile di tutti, al di là delle bandiere”.

AREA DUE MARI, TARANTO-BRINDISI. “Dal settore olivicolo a quelli degli agrumi e dell’uva da tavola”, ha rilevato il direttore provinciale CIA Due Mari Vito Rubino, “le province di Taranto e Brindisi sono state tra le più colpite dalla situazione di stallo del PSR, “per questo motivo è necessario ingranare la quinta sulle istruttorie”. “E’ questo che ci chiedono i nostri associati”, ha precisato il presidente provinciale Pietro De Padova. “Investimenti, innovazione e potenziamento delle filiere sono quanto mai necessari, urgenti, potenzialmente decisivi per cambiare passo e darsi un orizzonte che oggi appare asfittico e denso di difficoltà”.

NEL SALENTO. “Dobbiamo e possiamo avere la forza di guardare avanti”, ha detto Emanuela Longo, direttore provinciale di CIA Salento. “Nessuno più degli agricoltori salentini sa quanto siano stati drammatici questi anni contrassegnati dalla Xylella e dalle enormi difficoltà di uscire dal vicolo cieco della crisi dei prezzi e del valore riconosciuto al sacrificio degli imprenditori del comparto primario”. “Serve una svolta”, ha auspicato Benedetto Accogli, presidente provinciale di CIA Salento. “Ci auguriamo che tra le diverse parti ci sia un ‘patto del buon senso’ per remare tutti dalla stessa parte sul pieno dispiegamento dei fondi PSR”.

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Uva da vino, Cia Capitanata: “Nessuna riduzione della produttività”

La Capitanata è una delle aree italiane con la più alta media per ettaro di produzione delle uve da vino. C’è una discussione in atto, all’interno della filiera vitivinicola nazionale, rispetto alla necessità di ridurre le quantità di prodotte per ettaro al fine di riequilibrare il meccanismo domanda-offerta per ottenere prezzi più remunerativi. E’ una discussione utile e necessaria ma, in accordo con il 90% di tutte le componenti della filiera, CIA Agricoltori Italiani sostiene che la riduzione da concordare debba essere progressiva e non immediata, perché l’interesse prioritario da difendere è quello di favorire e non di penalizzare i produttori, la loro capacità produttiva e la programmazione della stessa”. A intervenire sulla questione, fortemente dibattuta in questi giorni anche e soprattutto a livello nazionale, è Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata. “Negli ultimi 10 anni”, ha aggiunto Michele Ferrandino, presidente provinciale dell’organizzazione per tutta l’area del Foggiano, “i nostri produttori hanno dichiarato e certificato all’Agea di aver prodotto quantità più elevate della media nazionale di uva da vino per ettaro. Si tratta di produzioni importanti non solo quantitativamente, ma anche dal punto di vista qualitativo, con una crescita rilevante di quote di mercato”. La Capitanata, in sostanza, sarebbe penalizzata se, a livello nazionale, fosse imposta tout court, senza distinzioni tra i diversi territori, una riduzione delle quantità prodotte da attuare nel giro di un solo anno. Una decisione simile, infatti, andrebbe a penalizzare i produttori vitivinicoli. “Per questo motivo”, ha spiegato Cantatore, “CIA Agricoltori Italiani e la quasi totalità delle diverse componenti la filiera vitivinicola italiana stanno decidendo, attraverso un approfondimento e un’analisi tutt’ora in corso, quali siano i migliori meccanismi da attuare progressivamente, con l’obiettivo specifico di tutelare le esigenze e gli interessi dei produttori vitivinicoli”, ha aggiunto il direttore provinciale di CIA Capitanata.

Comunicato stampa

“Riteniamo che, per ciò che attiene a questa importante questione, sia condizione inderogabile quella di trovare un’intesa concordata, ben ponderata in tutti i suoi possibili sviluppi, e soprattutto che realizzi un equilibrio capace di soddisfare tutte le componenti in gioco. Il settore vitivinicolo, in Puglia e in modo particolare in provincia di Foggia, ha fatto passi da gigante negli ultimi 20 anni. Sono cresciute e vanno consolidandosi esperienze innovative di cantine dove si è realizzato quel ricambio generazionale che, in altri settori del comparto, tarda ad affermarsi. Si tratta di un settore dove sempre maggiore è l’apporto positivo delle donne e all’interno del quale vanno sviluppandosi integrazioni con turismo e multifunzionalità. E’ anche alla luce di queste dinamiche che va ponderata qualsiasi decisione rispetto agli assetti produttivi. Noi ci siamo e crediamo che ‘fughe in avanti’ e prese di posizione ‘in solitaria’ non siano la strada giusta per centrare quegli obiettivi di redditività e sviluppo che sono condizione irrinunciabile di una crescita di tutto il settore vitivincolo”, ha concluso il presidente provinciale di Cia Capitanata Michele Ferrandino.

L’Arci Travel Stornara sugli Orti Sociali: “Progetto dedicato all’integrazione sociale”

Care, cari Cittadine/i e Soci,
negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di leggere sui social, alcuni commenti da parte di persone diventate “esperte” di orti e di progettazione, in seguito ad un bando regionale a cui la nostra associazione ha partecipato (progetto presentato e in attesa di graduatoria). La nostra associazione, ha presentato una proposta progettuale leggendo e studiando i requisiti che la Regione Puglia richiedeva nel bando. Pertanto, non potevamo assolutamente costruire parchi giochi o aree per bambini, cosa che non spetta a noi ma ad altri organi competenti. Per quanto riguarda l’orto sociale, spieghiamo cos’è:
un orto sociale è un appezzamento di terra, di piccole dimensioni, usato per realizzare progetti rivolti a persone con disabilità, in condizioni di disagio, anziani o semplicemente la comunità. L’idea alla base è quella di promuovere l’INTEGRAZIONE SOCIALE tra ANZIANI, spesso lasciati soli e RAGAZZI, a rischio dispersione. Ecco cosa intende fare l’ARCI: non vendere zucchine, ma far insegnare dai nostri nonni, l’amore per la terra alle nuove generazioni! A tutto ciò, aggiungiamo anche il recupero di un’area che ad oggi è PIENA SOLO DI ERBACCE.

Fino a ieri c’era chi lamentava l’assenza di orti sociali,
fino a ieri c’era chi lamentava lo stato di abbandono di alcuni giovani, fino a ieri c’era chi lamentava che i nostri anziani sono lasciati soli…. bè non lamentatevi oggi perché l’ARCI prova a fare qualcosa e quel qualcosa ha certamente bisogno della collaborazione di tutti e non della CRITICA di alcuni. Infine, colgo l’occasione per ringraziare sia quelli che sostengono le finalità del progetto, sia quelli che leggeranno con attenzione quanto scritto nel bando.
Vincenzo Signoriello, Presidente ARCI “Travel”

Esulta il presidente Gatta: “Si parte con il Contratto di Sviluppo per la Capitanata”

Ci ho creduto sin dal primo momento, ci siamo adoperati con tutte le nostre forze e finalmente il Contratto di Sviluppo per la Capitanata entra nel vivo. Qualche giorno fa, infatti, ho firmato il disciplinare che regolamenta le modalità di trasferimento e di gestione delle risorse finanziarie e che permette l’avvio delle gare d’appalto sia per le progettazioni che per i lavori.
Adesso tocca spendere bene queste risorse per migliorare il sistema infrastrutturale e rilanciare la Capitanata!!!➡️Valorizzazione della laguna di Varano: ripristino e ammodernamento SP 42, per un importo di € 1.500.000,00;
(Gara per i lavori)
➡️Completamento sistemazione funzionale SP 141 Delle Saline, ex SS 159, II Lotto, per un importo di € 9.000.000,00;
(Gara per servizi di Ingegneria e architettura)
➡️Sistema dei Musei (Museo della storia e della Tecnologia Agricolo Industriale _ Istituto Tecnico industriale Altamura Da Vinci), per un importo di € 1.000.000,00;
(Gara per servizi di ingegneria e architettura)
➡️Viabilità a servizio del distretto turistico del Gargano: Completamento sistemazione funzionale della SP 77 Rivolese ex SS545, per un importo di € 30.000.000,00;
(Gara per servizi di Ingegneria e architettura)
➡️Bonifica e valorizzazione del campo di Borgo Mezzanone, per un importo di € 3.446.000,00;
(Gara per servizi di Ingegneria e architettura)
➡️Completamento sistemazione funzionale SP 28 Pedegarganica – tratto incrocio con la SS272 e la strada provinciale 45 bis, per un importo di € 1.320.250,00;
(Gara per servizi di Ingegneria e architettura)
➡️Viabilità a servizio del distretto turistico del Gargano: Sistemazione funzionale della SP 53 Mattinata – Vieste, per un importo di € 2.350.000,00;
(Gara per servizi di Ingegneria e architettura)
➡️Strada Regionale 1 Poggio Imperiale – Candela, per un importo di € 9.790.145,00;
(Gara per servizi di Ingegneria e architettura)Comunicato stampa

Allarme della Coldiretti per i furti in Agricoltura: “300 milioni di danni in un anno”

Boom di furti di mezzi agricoli, mandorli e ulivi appena piantati nei primi 2 mesi del 2019, con una stima di danni di 300milioni di euro nell’anno precedente. E’ quanto dichiara Coldiretti Puglia, che sta raccogliendo le denunce degli agricoltori che in tutta la Puglia stanno vivendo l’ennesimo attacco della criminalità. “Nei giorni scorsi in una notte sono sparite 170 piante di mandorlo a Grumo Appula, così come sono centinaia gli ulivi appena piantumati rubati nell’area tra Palo, Grumo e Bitonto – riferisce Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – mentre a Gravina, Spinazzola, Poggiorsini, Altamura sono all’ordine del giorno i furti di mezzi agricoli, così come in provincia di Brindisi. A Lecce continuano i furti delle piante di ulivo della varietà FS17, tanto che un agricoltore le ha reimpiantate e pittate di rosso in modo da renderle facilmente distinguibili. Siamo molto preoccupati per le condizioni di lavoro e di vita nelle aree rurali pugliesi, dove i nostri agricoltori vivono loro malgrado una quotidianità da far west, fatta di furti di prodotto, alberi, mezzi agricoli, racket e abigeato”, insiste il presidente Muraglia. “In provincia di Foggia gli atti criminosi nelle campagne sono di gravità inaccettabile, dove si moltiplicano i fenomeni criminali con capitozzamento degli alberi, furti di prodotti agricoli e chilometri di fili di rame, sabotaggi ai danni di aziende agricole e cantine, smaltimento di rifiuti di ogni genere nei campi, poi bruciati, con un danno economico e ambientale incalcolabile”, aggiunge il presidente Muraglia. Il fenomeno della micro e macro criminalità nelle aree rurali pugliesi è divenuto pressante e pericoloso per la stessa incolumità degli agricoltori – denuncia Coldiretti Puglia – e in questo scenario di strisciante diffusione dell’illegalità e clima di pericolosa incertezza, le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività. Si registra un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo – rileva Coldiretti Puglia – e non si tratta più soltanto di “ladri di polli”, quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole.

“Assistiamo alla ‘stagionalità’ delle attività criminose in campagna – denuncia ancora il presidente Muraglia – perché squadre ben organizzate rubano l’uva da tavola da agosto ad ottobre, le mandorle a settembre, le ciliegie a maggio, tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo/aprile, rubano le olive da ottobre a dicembre, gli ortaggi tutto l’anno, ma preferiscono i carciofi brindisini e gli asparagi foggiani, dimostrando che alla base dei furti ci sono specifiche richieste di prodotti redditizi perché molto apprezzati dai mercati, rubano gli ulivi monumentali perché qualcuno evidentemente li ricerca. I furti sono praticamente quotidiani – conclude Muraglia – tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne e non possiamo permetterci che continui ad essere messa a repentaglio l’incolumità dei nostri produttori”. Sensibilizzare gli agricoltori circa l’importanza di denunciare è l’obiettivo di Coldiretti Puglia, per analizzare dove si registrano in più larga misura i fenomeni criminosi, quando avvengono i furti, quali sono mezzi e prodotti maggiormente appetibili e come è strutturata la ‘filiera’ della ricettazione per economizzare le attività di polizia, non lasciando isolate le vittime e rassicurandole circa l’anonimato della denuncia non restando isolati.

Comunicato stampa