Un arresto (foto di repertorio)

Un arresto (foto di repertorio)

Una vera e propria industria di sostanze stupefacenti quella rinvenuta negli scorsi giorni ad Ordona in Contrada Cavallerizza, 180 mila arbusti di Marijuana coltivati all’interno di un terreno e camuffati come una normale coltivazione di pomodori. Il tutto avrebbe permesso l’immissione nel mercato della malavita di circa 14 milioni di dosi per un volume di affari di decine di milioni di euro. Per questo sono state tratte in arresto tre persone, due di nazionalità marocchina, l’altra originaria di Ordona. Si tratta di uno dei ritrovamenti di sostanze stupefacenti più grandi nell’intero territorio nazionale, tant’è che i militari hanno impegnato tre giorni per estirpare e distruggere le piante. Due arresti invece sono stati eseguiti ad Orta Nova dai militari della locale caserma, si tratta di Leonardo Russo e Vincenzo Bonavita, già noti alle forze dell’ordine per altri episodi analoghi, l’ultimo nel Maggio del 2015. Nell’auto del primo, una Fiat Stilo sequestrata nell’operazione, sarebbero stati rinvenuti alcuni oggetti probabilmente trafugati in alcuni furti messi a segno nei giorni precedenti, a seguito delle indagini è stato fermato anche Bonavita, a cui gli inquirenti hanno contestato le accuse di furto così come nel caso di Russo. I due sono stati associati alla Casa Circondariale di Foggia.

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