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Sgominata la banda dei furti. In manette in quindici tra Orta Nova, Ordona e Cerignola

Gli arrestati

Si erano specializzati nei furti in appartamento. Azioni mirate, rapide e spregiudicate al punto da non temere di ‘incontrare’ le vittime sul campo e trasformare l’azione, quindi, in una rapina. Anche violenta. Ad agire, nel triangolo tra Orta Nova, Ordona e Cerignola, una banda di 15 persone dedite, a vario titolo, a furti, rapine, estorsioni, minacce e aggressioni, e che non disdegnavano né le armi né gli stupefacenti. E’ il sodalizio con base ad Orta Nova, nel Foggiano, scoperto e smantellato dai carabinieri del comando provinciale di Foggia nell’ambito dell’operazione ‘Octopus’ che ha portato all’arresto di 13 persone, mentre altre due sono ancora ricercate. Le misure sono state emesse dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia all’esito di una complessa e prolungata attività d’indagine svolta dai carabinieri e diretta dalla locale Procura della Repubblica, finalizzata a disarticolare il gruppo criminale. L’indagine, protratta dal febbraio al maggio del 2015, ha permesso di accertare l’esistenza del gruppo criminale nella città foggiana. Sono stati operati 6 arresti in flagranza di reato e sequestrate varie armi e circa 250 grammi di hashish. Parte della refurtiva, inoltre, è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari.  L’indagine era nata a seguito di un furto di armi commesso in un’abitazione, per cui era stato arrestato in flagranza di reato tale Angelo Santoro. Da quel furto, si è riusciti a giungere all’identificazione degli autori di altri reati. In particolar modo è emersa la figura di Leonardo Russo, il quale – durante le intercettazioni telefoniche – ha, in più occasioni, fatto riferimento alla propria organizzazione come una squadra, o meglio, una piovra: “… sono come una piovra, abbraccio tutti i reati”, avrebbe commentato. Per gli inquirenti è lui il leader del sodalizio. Secondo quanto accertato, gli indagati pianificavano i furti nelle abitazioni con sopralluoghi, ricerche informative sulle persone da derubare, distinzione dei ruoli tra autore materiale e “palo”, e, infine, successiva ricettazione della refurtiva. Il furto, che solitamente si consumava nel giro di pochi minuti, aveva come fine quello di raccogliere denaro liquido, gioielli, orologi, libretti postali, bancomat con relativi Pin, e quant’altro potesse essere facilmente e velocemente monetizzato. Vittime preferite della banda erano le persone anziane e il furto veniva letteralmente guidato, in diretta, da chi rimaneva all’esterno e controllava che non vi fossero pattuglie in zona, non stessero rientrando i proprietari, o non vi fossero pericolose curiosità da parte di altri. Estremamente significative le frasi carpite dalle intercettazioni: “Oh hai aperto? Adesso datti da fare non ti stare tre giorni, che quello è legno marcio”. Oppure durante la consumazione del furto: “Come stanno i fatti? E’ tutto a posto?”, “Sì, però adesso fammi fare un’altra botta (un’altra ripassata)!”. “Mhè, vedi bene uaglio’ ancora trovi qualche busta; vedi bene, che quello è vecchietto, sotto il materasso!”. Dodici i casi accertati in un episodio, le indagini hanno permesso di individuare e recuperare la refurtiva sottratta in un appartamento in un negozio compro-oro, i cui titolari, senza farsi troppi scrupoli, avevano ricettato i gioielli provento del furto, motivo per il quale sono stati anch’essi denunciati all’autorità giudiziaria. Il gruppo preferiva denaro contante o refurtiva facilmente monetizzabile (come gioielli, appunto). Ma non disdegnava le auto, con le quali si misuravano nella pratica del cosiddetto ‘cavallo di ritorno’, concordando il prezzo dell’estorsione con le vittime che, “fatalmente” rassegnate e compiacenti, rinunciavano poi a sporgere denuncia pur di riavere il mezzo. La disponibilità di armi da parte del gruppo è stata provata grazie al rinvenimento e al conseguente sequestro, nel corso di una ben mirata perquisizione in un podere nelle campagne di Ordona, di 4 fucili da caccia, di cui uno a canne mozze, 1 pistola a tamburo, 5 repliche di pistole, munizionamento vario, che ha portato all’arresto di tale Angelo Cordisco. Proprio per la pericolosità della “squadra di lavoro”, la  Procura della Repubblica, già il 5 maggio del 2015, aveva emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Leonardo Russo, Vincenzo Buonavita e Ruggiero Barbaro, tre dei destinatari della odierna misura della custodia cautelare in carcere, in quanto responsabili di rapina e lesioni personali ai danni di un 84enne di Orta Nova per sottrargli la pensione, del tentato furto presso un’attività commerciale, non riuscito per l’intervento di un testimone che, accortosi del furto in atto, aveva allertato i carabinieri. Nei suoi confronti, poi, si è consumata una tentata estorsione mediante minacce e violenza, consistita nella sua aggressione in una vera e propria spedizione punitiva presso un bar di Orta Nova, come ritorsione per il mancato guadagno che avrebbero potuto ottenere portando a termine il furto da questi sventato. La pericolosità del gruppo trova conferma anche nell’elevato numero di reati commessi in un così limitato arco temporale, nonché nella personalità criminale dei soggetti interessati, desunta dai loro precedenti di polizia e dal fatto che, seppur gravati da misure quali la sorveglianza speciale, obbligo di firma e arresti domiciliari, non si sono fatti alcuna remora nel proseguire le loro carriere criminali, refrattari ad ogni intimazione al rispetto per gli altri e alle più basilari norme del vivere civile. Infine, un ruolo di primo piano nel panorama della delinquenza di Orta Nova è emerso rivestito dal Francesco Gaeta, altro destinatario della misura della custodia in carcere, e dal fratello Andrea, destinatario della misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, componenti ed elementi di spicco dell’omonimo gruppo criminale. Presso il primo le vittime dei reati si rivolgevano per ottenere la restituzione delle autovetture rubate, mentre i sodali del gruppo da lui ricevevano le commissioni dei furti stessi; presso il secondo si rivolgevano gli autori dei furti per ricettare la refurtiva.

Fonte: Foggiatoday.it

 

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3 Responses to “Sgominata la banda dei furti. In manette in quindici tra Orta Nova, Ordona e Cerignola”


  1. 1 Anonimo 31 marzo 2017 alle 08:02

    Mi pare che l’aumentata attenzione dell’antimafia nazionale sulla criminalità organizzata in Capitanata stia dando buoni frutti. Avanti così.
    Emerge anche quanto sia infondato il pregiudizio che attribuisce agli immigrati la criminalità diffusa delle nostre città, dato che tutti gli arrestati sono sozzi del luogo. Per quanto riguarda questa specifica operazione di Orta Nova, è da rilevare con tristezza il silenzio assoluto tanto della politica, quanto di tutta la società civile. Mentre in altri comuni si fanno scioperi della fame e ci si costituisce parte civile nei processi contro le cosche, a Orta Nova non abbiamo letto nemmeno uno straccio di ringraziamento alle forze dell’ordine per la brillante operazione. Direi che siamo messi piuttosto male.

  2. 2 Giuseppe Custode 31 marzo 2017 alle 08:30

    Anonimo credo che il tuo non sia un buon esempio se scrivi in anonimato, le ragioni di tale sofferenze sociali si debbano ricercare più in alti luoghi ovattati della società, lo scandaloso esempio che i nostri governanti ci mostrano ogni giorno sono il frutto madre delle problematiche sociali di chi ha tanto e chi non ha nulla.

  3. 3 Anonimo 31 marzo 2017 alle 09:00

    Ok, ma alla fine ce la fai a scrivere un grazie alle forze dell’ordine sì o no?


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