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Orta Nova, il consigliere Annese presenta le “Dieci piaghe d’Orta” dell’amministrazione Tarantino

Il consigliere dei Riformisti Lorenzo Annese

In questi tre anni di amministrazione del comune di Orta Nova da parte del Sindaco Dino Tarantino e della sua “maggioranza gestionale”, cioè dal 18 luglio 2014 al 18 luglio 2017, i cittadini ORTESI hanno dovuto subire da parte di costoro, le famose “piaghe” d’Egitto. Mai nella storia locale ORTESE, un Sindaco si sia macchiato di ingiurie ripetute ed offese personali persistenti, verso i propri cittadini, che hanno osato criticare il suo operato in questi anni. Mai un Sindaco è sceso così in basso, criticando e offendendo volgarmente più volte sul piano personale, alcuni consiglieri comunali di minoranza, che nell’esercizio del loro mandato hanno espresso giudizi di critica politica. Ebbene, in questi tre anni di oltraggioso comportamento e di mala amministrazione, i cittadini ORTESI, sono stati Testimoni e Vittime. Testimoni, di provvedimenti amministrativi contro la collettività, contro la città, contro il bene comune, che hanno causato un peggioramento dei servizi essenziali. Vittime, perché oppressi da Tasse e Balzelli vari. Ecco, in sintesi, le “piaghe d’Orta” che in questi tre anni il Sindaco Dino Tarantino e la sua maggioranza gestionale hanno inferto ai cittadini ORTESI, lasciando dei segni indelebili di mala amministrazione.

1. La vicenda TARSU 2011-2012;
2. La triste storia delle multe con l’AUTOVELOX;
3. La Tassa infame sui rifiuti urbani aumentata del 120% denominata: TARI 2017;
4. Invasione dei RATTI nelle vie della città di Orta Nova;
5. Convenzione con la Soc. PE.ON. srl. ( ex soc. INERGIA srl);
6. Appalto della PUBBLICA ILLUMINAZIONE a una ditta privata per 25 anni;
7. Appalto del CIMITERO ad una ditta privata per 30 anni : costruzione di 1000 loculi, servizi cimiteriali e riscossione lampade votive;
8. Chiusura del Centro Sociale Polivalente “ Mons. Michele Ventrella”;
9. Abbandono all’incuria ed ai vandali del patrimonio del verde pubblico: VILLA COMUNALE “Federico II”, PARCO DELLE FOIBE, VILLETTA della “Rimembranza” in P.zza P. Nenni, Viale S. Pertini, Giardini Centro di Riabilitazione Padre Pio. Incompleta ed abbandonata la nuova “ P.zza Largo Gesuitico”;
10. Cacciata dal “TEMPIO COMUNALE” di amministratori scomodi, dimissioni di amministratori non allineati, dimissioni di amministratori pentiti, dimissioni di assessori in palese conflitto di interesse, pugnalate a consiglieri divenuti scomodi a causa loro. Infine, alcuni validi professionisti, si rifiutano di fare l’Assessore al Bilancio. Inoltre ci sono, altre questioni minori, ma importanti sotto l’aspetto dell’immagine istituzionale, come:

-Le Dimissioni di n. 4 Comandanti del Corpo dei Vigili Urbani;
-Le Dimissioni di Capi Settori del servizio Lavori pubblici;
-Le dimissioni strane in corso d’opera, di validi Ingegneri collaudatori, incaricati a collaudare vari lavori comunali ( canali idrogeologici, Largo Gesuitico, ecc.).
– Ripetute modifiche del “Regolamento Cimiteriale” per avere le mani libere, e agevolare gli amici degli amici;

Questi in sintesi, le “ PIAGHE D’ORTA” inflitte agli ORTESI, Testimoni e Vittime, di questa Amministrazione comunale. Quindi, un sintetico bilancio di tre anni di mala amministrazione del Sindaco di Orta Nova, Dino Tarantino, accompagnato dalla sua banda musicale, composta di suonatori professionisti “occasionali per strada”.

Comunicato stampa

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2 Responses to “Orta Nova, il consigliere Annese presenta le “Dieci piaghe d’Orta” dell’amministrazione Tarantino”


  1. 1 Antonio CORBO 29 luglio 2017 alle 16:56

    PROPOSTA PER UN NUOVO MODO DI FARE POLITICA
    Questo comunicato dei Riformisti di Orta Nova, che mostra grosso modo un consuntivo dell’operato dell’amministrazione Tarantino, dimostra che ormai è aperta la campagna elettorale per le elezioni del prossimo sindaco di Orta Nova.
    Ho scritto da qualche altra parte, che gli ortesi che si candidano a Sindaco della città, hanno preso un piccolo vezzo già da qualche tempo, quello di non fare quello che dicono e promettono in campagna elettorale, anzi il più delle volte fanno proprio il contrario.
    Ora siccome alla manifestazione di democrazia con le votazioni, nell’attuale normativa non esiste nessun contrappeso che tuteli i cittadini una volta che hanno depositato la propria scheda elettorale nell’urna. Visto che ci sentiamo giustamente tutti democratici e corretti, credo sia giusto trovare un modo per tutelare i cittadini dopo il voto, inserendo dei contrappesi alla delega in bianco che il neo eletto sindaco riceve attualmente dopo il voto.
    Allo stato attuale, con la propria candidatura a Sindaco c’è l’obbligo di presentare un programma elettorale. Di quel programma, il neo eletto sindaco ne fa quello che vuole, visto che non c’è nessun obbligo di rispettarlo.
    Io propongo, per il rispetto del processo democratico e per la lealtà che si deve verso gli elettori, di compilare il programma elettorale con delle temporizzazioni di autoverifica a cui i candidati sindaci, per lealtà verso chi gli ha concesso il consenso, devono auto sottostare. Per cui le cose che il candidato sindaco propone di fare, vanno raggruppate secondo quelle scadenze di autoverifica.
    I tempi di autoverifica potrebbero essere: il primo a trecento giorni dall’elezione; il secondo a trenta mesi dall’elezione; il terzo ed ultimo, in prossimità della scadenza naturale del mandato, diciamo a cinquanta mesi dall’elezione. All’atto dell’auto verifica, il sindaco eletto, deve confrontare pubblicamente quanto promesso in campagna elettorale rispetto a quanto ha effettivamente realizzato e trarne le dovute conseguenze, se continuare o rimettere il mandato ai cittadini.
    Questo impegno di lealtà democratica, gioco forza, costringerà, chi volesse candidarsi a sindaco, a documentarsi prima di fare promesse che poi non potrà mantenere. Così si potrà evitare di incorrere in quella corsa dei dilettanti allo sbaraglio a cui stiamo assistendo da diverso tempo.
    Naturalmente, durante una legislatura, potrebbero nascere anche questioni importanti che non si potevano prevedere. Su questo aspetto bisogna attivare quel dialogo continuo con i cittadini che tutti dicono di voler tenere, ma mai nessuno ha fatto. Allora bisogna attivare quegli strumenti di partecipazione democratica con l’istituzione comune: esempio la Consulta Generale cittadina, che rappresenti veramente il corpo sociale tutto; le consultazioni refendarie o altro.
    Cosi facendo, forse, si potrà evitare lo spettacolo di campagna elettorale perenne che attanaglia da un bel po’ di tempo la città di Orta Nova. La campagna elettorale deve terminare con il risultato delle votazioni. Dopo bisogna concentrarsi sull’amministrazione della cosa pubblica. Antonio Corbo

  2. 2 DINO 30 luglio 2017 alle 08:58

    tutto quello che dici non fa una piega ma chi deve rispettare il programma devono essere gli assessori che a scadenza prefissata se non realizzano vanno a casa senza se senza ma


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