Don Claudio Visconti

Dopo la notizia del cambio di parroco che il Vescovo ha comunicato Domenica 3 settembre 2017 alla Parrocchia di S. Giuseppe vogliamo esprimere la nostra gratitudine al parroco uscente. Grazie don Claudio Visconti per il ministero sacerdotale che hai svolto in questi anni a Carapelle nella Parrocchia della BVM del Rosario e poi nella Parrocchia di S. Giuseppe. Nel nuovo cammino ti accompagniamo affettuosamente e fraternamente con la preghiera. Auguri. Alcuni testi per la riflessione: 1.  Ama la tua parrocchia 
Collabora, prega e soffri per la tua parrocchia, perché devi considerarla come una madre a cui la Provvidenza ti ha affidato: chiedi a Dio che sia casa di famiglia fraterna e accogliente, casa aperta a tutti e al servizio di tutti. Da’ il tuo contributo di azione perché questo si realizzi in pienezza. Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia vera comunità di fede: rispetta i preti della tua parrocchia anche se avessero mille difetti: sono i delegati di Cristo per te. Guardali con l’occhio della fede, non accentuare i loro difetti, non giudicare con troppa facilità le loro miserie perché Dio perdoni a te le tue miserie. Prenditi carico dei loro bisogni, prega ogni giorno per loro. Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia una vera comunità eucaristica, che l’Eucaristia sia “radice viva del suo edificarsi”, non una radice secca, senza vita. Partecipa all’Eucaristia, possibilmente nella tua parrocchia, con tutte le tue forze. Godi e sottolinea con tutti tutte le cose belle della tua parrocchia. Non macchiarti mai la lingua accanendoti contro l’inerzia della tua parrocchia: invece rimboccati le maniche per fare tutto quello che ti viene richiesto. Ricordati: i pettegolezzi, le ambizioni, la voglia di primeggiare, le rivalità sono parassiti della vita parrocchiale: detestali, combattili, non tollerarli mai! La legge fondamentale del servizio è l’umiltà: non imporre le tue idee, non avere ambizioni, servi nell’umiltà. E accetta anche di essere messo da parte, se il bene di tutti, ad un certo momento, lo richiede. Solo, non incrociare le braccia, buttati invece nel lavoro più antipatico e più schivato da tutti, e non ti salti in mente di fondare un partito di opposizione! Se il tuo parroco è possessivo e non lascia fare, non farne un dramma: la parrocchia non va a fondo per questo. Ci sono sempre settori dove qualunque parroco ti lascia piena libertà di azione: la preghiera, i poveri, i malati, le persone sole ed emarginate. Basterebbe fossero vivi questi settori e la parrocchia diventerebbe viva. La preghiera, poi, nessuno te la condiziona e te la può togliere. Ricordati bene che, con l’umiltà e la carità, si può dire qualunque verità in parrocchia. Spesso è l’arroganza e la presunzione che ferma ogni passo ed alza i muri. La mancanza di pazienza, qualche volta, crea il rigetto delle migliori iniziative. Quando le cose non vanno, prova a puntare il dito contro te stesso, invece che contro il parroco o contro i tuoi preti o contro le situazioni. Hai le tue responsabilità, hai i tuoi precisi doveri: se hai il coraggio di un’autocritica, severa e schietta, forse avrai una luce maggiore sui limiti degli altri. Se la tua parrocchia fa pietà la colpa è anche tua: basta un pugno di gente volenterosa a fare una rivoluzione, basta un gruppo di gente decisa a tutto a dare un volto nuovo ad una parrocchia. E prega incessantemente per la santità dei tuoi preti: sono i preti santi la ricchezza più straordinaria delle nostre parrocchie, sono i preti santi la salvezza dei nostri giovani. 
2. PREGHIERA 
Grazie, Signore, del Sacerdote (Per parlarvi dei miei primi quindici anni di parroco trovo che le parole più azzeccate le abbiano pronunciate i ragazzi durante la S. Messa dell’altro giorno. Perché le ritengo le più azzeccate? Perché descrivono la vita del prete: uomo di Dio, per gli uomini, suoi fratelli… Le loro parole si sono fatte preghiera) Signore, illumina, benedici e ama per noi don Ambrogio. Grazie, don Ambrogio, perché mi hai fatto diventare Figlio di Dio col Sacramento del Battesimo. Grazie che mi assolvi dai miei peccati col Sacramento della Riconciliazione. Grazie perché mi doni Gesù nel Sacramento dell’Eucaristia. Grazie perché ci hai fatto conoscere e amare il Padre, Gesù e lo Spirito Santo. Grazie che ogni giorno ci nutri e ci ammaestri con la Parola di Dio. Grazie perché accompagni e aiuti i nostri Genitori. Grazie perché preghi con noi e ci aiuti a capire che qui c’è Gesù. Grazie perché giochi con noi e rendi sempre più bello il nostro Oratorio. Grazie per la gioia che diffondi e perché spesso ci richiami a sorridere. Grazie perché ci aiuti a conoscere e ad amare Maria. Grazie per il dono grande del Tuo Sacerdozio. Grazie perché benedici e consegni all’amore di Dio i nostri morti.

Post su Facebook della Parrocchia Beata Vergine del Rosario di Carapelle 

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  1. “Non macchiarti mai la lingua accanendoti contro l’inerzia della tua parrocchia: invece rimboccati le maniche per fare tutto quello che ti viene richiesto. Ricordati: i pettegolezzi, le ambizioni, la voglia di primeggiare, le rivalità sono parassiti della vita parrocchiale: detestali, combattili, non tollerarli mai! La legge fondamentale del servizio è l’umiltà: non imporre le tue idee, non avere ambizioni, servi nell’umiltà. E accetta anche di essere messo da parte, se è il bene di tutti”. Sante parole dette da parte del Gruppo parrocchiale di Carapelle a don Claudio. Buon lavoro vai avanti ed abbia sempre nel tuo cuore la Mamma Celeste

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