Orta Nova, Vece: “Solo ora vi interessate alle strade, dove sono i soldi ereditati dall’amministrazione Calvio?”

Il consigliere comunale Antonio Vece
Nell’esprimere tutta la mia solidarietà al concittadino Giuseppe Chiavuzzo per il simpatico video girato e postato sul web, colgo l’occasione per replicare al comunicato stampa pubblicato da questa amministrazione. Innanzitutto, è esagerato sostenere che negli ultimi venti anni nulla è stato fatto per la manutenzione di strade e marciapiedi. Ricordo che nel giugno 2002, l’ultima amministrazione Moscarella, in cui il sottoscritto rivestiva la carica di consigliere comunale, ha lasciato questo paese in un buono stato di salute, sia dal punto di vista finanziario sia manutentivo. Non solo, ricordo che se è vero che negli ultimi anni nessuna amministrazione “ha mai badato alla manutenzione ordinaria del manto stradale né mai si è preoccupata delle gravi conseguenze che questo comportamento avrebbe prodotto sulla viabilità urbana determinando danni a veicoli e provocando infortuni accidentali tra i pedoni”, è anche vero che nel periodo 2006-2011 l’attuale sindaco Tarantino ha gestito il comune ricoprendo la carica di vicesindaco e che da giugno 2014 ricopre la carica di sindaco, per un totale di ben 9 anni sugli ultimi 15. Quindi di chi è la responsabilità? Ritengo che sia in gran parte imputabile a chi scrive questi comunicati. Vista la necessità e la priorità di questi interventi, perché solo a fine legislatura pensate di spendere circa 380 mila euro per la sistemazione di strade e marciapiedi? Per meglio far comprendere all’intera collettività di cosa è veramente successo in questi ultimi anni di amministrazione Tarantino è bene fare un passo indietro e partire dalla data dell’insediamento della stessa, cioè giugno 2014. Appena insediatasi, tale amministrazione ha ereditato dall’amministrazione precedente (Calvio) un avanzo di amministrazione di circa 850 mila euro. Inizialmente, si era deciso, con una variazione di bilancio nel novembre 2014, di spendere parte di queste somme (circa 250 mila) per la costruzione di nuovi loculi cimiteriali, la restante somma doveva servire per dare una sistemata all’intera città. Nulla di tutto questo è stato realizzato. Vi chiedo, se mai ne avrete il coraggio, di rispondere in modo dettagliato circa il modo in cui sono state spese tali somme. Io ritengo in progetti farlocchi, come RSSA, dissuasori, ricorsi inutili con pagamento di parcelle esorbitanti, per non parlare degli interventi tampone agli errori di progetti degli amici (vedi canali). Questo vostro modo di fare vi ha resi ciechi e sordi di fronte alle richieste dell’intera collettività. E oggi tirate in ballo anche la burocrazia! Ritengo che un’amministrazione che si rispetti e che tenga al proprio paese e ai propri concittadini debba mettere in atto prima tutti quei progetti promessi e quegli adempimenti che interessano direttamente l’intera collettività per realizzare poi in tempi brevi le opere. Successivamente sbracarsi, e realizzare anche a quelle opere di secondaria importanza. A mio avviso avete fatto delle scelte politiche sbagliate, spendendo denaro pubblico come degli irresponsabili. La situazione attuale è da addebitare solo a voi amministratori tutti, nessuno escluso. Buon lavoro (per il tempo che vi resta)!

Il consigliere comunale Antonio Vece 

Orta Nova, dieci arresti all’alba. Impegnati oltre cento uomini tra carabinieri e cacciatori di Sardegna

Un momento della conferenza stampa
Associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni e alla ricettazione, detenzione illegale di armi da fuoco, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente. Con queste accuse, all’alba di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno arrestato 10 persone, tutti appartenenti al noto “Clan Gaeta” di Orta NovaLe porte del carcere si sono aperte per Franco Di Palma, 58 anni e Michele Scuccimarra, di 54, entrambi di Orta Nova e già con diversi precedenti specifici. Sono stati invece disposti gli arresti domiciliari nei confronti di Maurizio Di Palma, 46 anni, Antonio Vitale, 49 anni, Biagio Uva, 42 anni, Nicola Uva, 41 anni, Mariano Scuccimarra26 anni, anche questi di Orta Nova, oltre che di Rocco Izzi di Carapelle, 45 anni, e Nicola Settanni, 41enne di StornaraUn’altra persona al momento è ricercata. Agli arresti di oggi si è giunti al termine di una indagine avviata e condotta interamente dai Carabinieri della Compagnia di Foggia dopo una denuncia di estorsione  sporta dai titolari  di una farmacia agricola, che, venduti notevoli quantitativi di prodotti a personaggi conosciuti come vicini ad esponenti della criminalità di Orta Nova, si erano visti saldare l’ingente credito con alcuni assegni bancari, salvo poi essere costretti, con percosse e violente minacce da parte di questi clienti, a non incassarli ( “… uè, pezzo di m[…], vai in banca a ritirare l’assegno, oppure coprili tu, sennò ti spacchiamo la faccia … vi crivelliamo di colpi in bocca a tutti e due … bastardi, stasera vi vengono a sparare in bocca a tutti e due … vai a prendere il coltello che lo devo uccidere a questo bastardo …”). Le indagini della Compagnia Carabinieri, immediatamente avviate e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, anche con l’ausilio di numerose attività tecniche, hanno fin da subito permesso di fare luce sull’organizzazione criminale, saldamente radicata ad Orta Nova e riconducibile alla nota famiglia Gaeta che, composta anche dai soggetti arrestati questa mattina, prosperava grazie a numerose e svariate attività delittuose, che spaziavano dalle estorsioni, alla ricettazione, ai furti, fino al possesso di armi e di stupefacenti. Significativo il momento in cui la parte offesa, dopo essere stata minacciata affinché non incassasse gli assegni ricevuti per la merce venduta e soprattutto ritirasse la denuncia presentata ai Carabinieri, era stata sinistramente rassicurata che “LA FAMIGLIA” avrebbe provveduto a pagare quanto a lui dovuto e sistemare il tutto. Di particolare rilevanza i diversi recuperi di volta in volta operati a riscontro di quanto intanto emergeva nel corso dell’attività. Si ricorda il deferimento in s.l. di Franco Di Palma, nel maggio 2013, quando venne sorpreso alla guida di un autoarticolato sul cui rimorchio si trovavano tre escavatori, del valore di circa 200.000 euro, risultati rubati a San Giovanni Teatino (CH). Nel mese successivo, poi, Michele Succimarra era stato arrestato a San Salvo (CH), sempre dall’Aliquota Operativa della Compagnia di Foggia, con addosso 210 grammi di cocaina, che aveva portato da Orta Nova per lo spaccio al dettaglio. Altro arresto rilevante, sempre nel 2013, quello di Alessandro Spinelli, quando i militari gli avevano trovato in casa cinque pistole semiautomatiche, tutte con matricola abrasa, di diverse marche e calibro (Glock cal 9×21, Beretta cal 7.65 e cal 6.35, revolver cal. 38), una di queste addirittura dotata di silenziatore, oltre ad un fucile cal. 12 e numerose munizioni. La compagine criminale riconducibile alla famiglia Gaeta era stata già  colpita il 14 dicembre scorso dalla confisca di beni immobili vari e conti bancari per circa un milione di euro sequestrati a Francesco Gaeta, 59 anni. All’operazione di oggi hanno partecipato un centinaio di Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sardegna”, del Nucleo Cinofili di Modugno e del 6^ Nucleo Elicotteri di Bari. Si riportano alcune conversazioni captate nel corso delle intercettazioni, dai quali si evidenzia non solo la capacità predatoria del gruppo, ma soprattutto le sue criminali potenzialità in ben più gravi delitti:

“… adesso ci devono vedere pure che spariamo …”;

“… oh … quello lo prese il borsone, quello prese tre o quattro … andò proprio che lo doveva

sparare a quello là … andammo là quattro persone accavallate (armate) … che il giorno prima,

dette mazzate ad -omissis- e fece discussione con -omissis- …;

“… questo se la sta cantando a destra e sinistra, to figlio di puttana di merda … questo già lo

tengo paliato a questo …”;

“… io non ci sto andando più perché io come mi riprendo un po’, ho un grosso problema … però

quello deve essere proprio ucciso …”;

“… andiamo e lo ucc… e lo squagliamo in corpo a quello, che ci sta facendo una ragione, quella

è colpa tua, tu hai fatto conoscere i cerignolani ad -omissis- … oh, mi senti a me? Tu a me per sto fatto mi devi togliere di mezzo … tu …”;

“… no, no, non appartiene … oh, quello vuol essere … quello … quello … lo spaccò con una

pistola a quello, che poi per difendere a quell’altro fesso di -omissis- …”.

Comunicato stampa