Chiarisco ora per non tornare mai più sull’argomento, sperando così di fermare le strumentalizzazioni, a volte stucchevoli, a volte dolosamente maliziose e mirate a menare calci negli stinchi. A chi mi ha chiesto se fossi disponibile a candidarmi per il PD alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Manfredonia/Cerignola ho risposto senza pretendere nulla né sommessamente e manco “tuonando“, ma ponendo argomenti politici. I seguenti:
ritengo che i parlamentari uscenti abbiano il dovere di candidarsi nei collegi uninominali, perché, se hanno fatto bene il loro lavoro sui territori, non dovrebbero avere alcuna paura di andare in campo aperto a a riscuotere il consenso degli elettori, a chiedere loro il voto. Non dovrebbero avere alcun timore soprattutto quando vanno dicendo che i territori scalpitano per vederli nuovamente candidati. Se così è, qual è il problema? I territori li voteranno. O temono di no?
Perché avere paura di misurarsi con gli altri candidati delle liste concorrenti, soprattutto se hanno fatto bene durante il loro mandato parlamentare? O non lo hanno svolto bene?
Perché pretendere- loro sì – di garantirsi a tutti i costi, senza se e senza ma, il primo posto nella lista bloccata del proporzionale, così da essere sicuri di essere rieletti?
I “big” innanzitutto, non gli altri, dovrebbero candidarsi nei collegi uninominali per portare voti alla lista del proporzionale; loro dovrebbero essere la “locomotiva” che traina la lista del loro partito, così da far scattare quanti più seggi possibili e l’elezione di più candidati di quella lista. I “big” dovrebbero essere, grazie all’eventuale buon lavoro svolto in Parlamento, il valore aggiunto da spendere nel testa a testa con gli altri candidati delle liste concorrenti. Il loro lavoro dovrebbe essere il “tesoretto “ da spendere proprio in occasione delle elezioni. E NON IL CONTRARIO, come hanno proposto a me.
Mi hanno detto: “Iaia, tu ti candidi nel collegio uninominale e nel proporzionale al primo posto si candida il parlamentare uscente”. Traduco, a scanso di equivoci: avrei dovuto faticare io per fare eleggere gli altri, quelli della lista proporzionale, a partire dal capolista. Ho declinato questa “gentile “ proposta, motivando il mio NO con gli argomenti sopra esposti. Il mio interlocutore mi ha detto di non condividerli e che non c’è spazio di discussione sui posti nella lista bloccata. Bene, liberi loro di dire no alla mia proposta e libera io di non accettare la loro. Questo è accaduto, tutto qua. Da qui a dire che io avrei preteso, addirittura “tuonando “ il posto da capolista nella lista PD dei candidati alla Camera è una bufala, peraltro non accompagnata da buona fede.
E basta a dire palle!

Iaia Calvio

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One comment

  1. Ma scusa sei ancora nel PD??? Nn avevi detto che ne eri uscita??? Mah chi ti capisce. Un giorno dici una cosa, un’altra giorno un’altra….boooo

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