Che la nuova zona industriale fosse stata accolta con non pochi dubbi dalla cittadinanza di Orta Nova è cosa ormai risaputa, dubbi che negli anni sono stati poi confermati dal basso numero di acquisizioni di suoli, rispetto ad una area che a distanza di dodici anni dalla sua realizzazione, conta al momento meno della metà delle aree disponibili vendute. Rispetto alla prima zona industriale, che conta lotti venduti al 70%, l’acquisto in diritto di proprietà sembrava offrire all’imprenditoria locale un vantaggio rispetto al diritto di superficie proposto con la prima zona industriale. Lo scoglio da superare in un primo momento, era però relativo all’urbanizzazione dell’area, non prevista in fase iniziale, ma realizzata quattro anni fa, grazie ai 3 milioni di euro ottenuti dall’allora giunta Calvio, sbloccati poi in seguito al ricorso al TAR, che aveva bloccato per quasi un anno quella somma. Al momento però diversi proprietari dei lotti lamentano che a distanza di tre anni dall’acquisto del suolo, ad oggi le domande di fornitura delle utenze non avrebbero ancora ottenuto risposta, rendendo così impossibile l’avvio dell’attività produttiva. I proprietari hanno così chiesto maggiori informazioni ai fornitori di energia elettrica, gas metano e all’acquedotto, ma gli stessi avrebbero evidenziato come la mancanza di risposte in tal senso, sarebbe di fatto imputabile al comune. Nel frattempo la zona produttiva risulta ancora improduttiva, anzi a volte addirittura inefficiente, come nel caso delle condutture esplose lo scorso 9 Marzo. La speranza è che almeno chi ha investito in quell’area possa essere messo al più presto nelle condizioni di poter lavorare, diversamente anche altri potenziali acquirenti, potrebbero essere scoraggiati in un potenziale investimento, confermando così i dubbi espressi inizialmente da gran parte della popolazione ortese.

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One comment

  1. pensieri di Ivano Mapaldi.

    la zona PIP ortese.

    Non pensavo proprio che tu arrivassi senza energia.

    Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto senza di te, acqua, mi sembrava una insostenibile tortura.

    Mi faccia per favore due caffè: uno lungo e uno corretto, entrambi senza zucchero, acqua e corrente elettrica.

    Con dieci lire mio zio mi mandava a comprare una nazionale senza filtro, ci andavo con poca energia.

    La zona PIP senza utenze è più arida del più arido dei deserti.

    Piano piano, senza correre troppo, siamo arrivati al traguardo come tutti gli altri, privi di tutto, anche della dignità.

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