OFF TOPIC: Bulli non si nasce, combattere il fenomeno insegnando il rispetto verso gli altri

Il termine “bullo”, molto usato oggigiorno, non sta altro che ad indicare il prepotente di turno, il quale in un contesto di gruppo o anche individuale, prende di mira il soggetto più debole che gli sta vicino per compiere atti di prepotenza e violenza spesso gratuita. Il “bullo” vigliaccamente, usa le debolezze del compagno per attingere da ciò la sua personale vendetta contro il mondo, scagliandosi fisicamente o verbalmente e mortificandone il soggetto in questione. Dell’esistenza di questi episodi se n’è sempre avuta menzione negli anni indietro, veniva soltanto usata un’altra terminologia ma di queste ingiustizie ne è stato sempre pieno il panorama adolescenziale e non solo. Eh si, perché benché il “bullo” sia una figura da noi conosciuta da tempo, solo con la sopraggiunta era moderna, si è intrapresa una giusta lotta contro il fenomeno sempre più dilagante anche in rete. Per quanto riguarda il cyberbullismo, se fosse possibile, la situazione è ancora ben piu’ grave, in quanto il caro vecchio “bullo” almeno ci metteva la faccia in tutte le sue azioni, ora invece si hanno derisioni, calunnie e altro ben più grave senza nemmeno sapere l’attacco da chi provenga con precisione; infatti per gli innumerevoli profili falsi spesso non si trova neanche il colpevole che, facendola franca nel perseguimento dei suoi misfatti, si sente libero di avere qualunque tipo di comportamento si voglia. I bambini, i ragazzi tutti, sono spesso lasciati dagli adulti alla mercé di tali situazioni non capendone subito la gravità e, le ripercussioni che si vengono a creare nella fragile psicologia di menti non ancora in grado di reagire da sole a tali persecuzioni, hanno spesso conseguenze tali da provocare danni irreparabili di cui spesso ne sono pieni i fatti di cronaca che sovente vengono alla nostra attenzione. Lungi da me avere la presunzione di poter in alcun modo essere in grado di dispensare consigli da psicologa o sociologia, quale non sono, ma comunque secondo il mio modesto parere da mamma e donna che vive in questi tempi difficili per i giovani tutti, penso che non esistano soluzioni uniche che possano accorpare tutti i casi. Dovremmo semplicemente insegnare ai nostri figli la sensibilità nel rispetto del prossimo con tutte le sue specifiche peculiarità e non solamente a saper primeggiare sugli altri. Ricordiamo inoltre che “bullo” non si nasce ma ci si diventa; il “bullo” non dobbiamo cercarlo in qualche antro oscuro della nostra società lo diventa semplicemente anche nostro figlio quando prende in giro il proprio compagno, quindi il nostro esempio risulta fondamentale nell’inculcare in loro atteggiamenti di rispetto verso il prossimo. Un buon inizio si avrebbe anche con l’eliminazione dell’individualismo assoluto per dare spazio al gruppo, inteso per i bambini come porto sicuro in cui potersi esprimere con piena libertà e non con la paura di essere deriso. Almeno nell’età infantile insegniamo ai nostri ragazzi il prodigarsi verso i propri compagni per non farsi spazio nella vita solo a suon di schiaffi e spintoni; così forse la nostra società, che ha inizio proprio con i nostri figli, potrà pian piano risanarsi, anche se per il momento la strada è ancora tutta da percorrere e oltretutto in salita!!

Vale

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Un pensiero su “OFF TOPIC: Bulli non si nasce, combattere il fenomeno insegnando il rispetto verso gli altri

  1. ciao Vale, post off-topic davvero interessante e da discutere perchè il bullismo nasce quando una persona approffitta e sa che la “vittima” non reagisce.
    I bulli fanno questo, non per mancanza di rispetto ma perchè sa che la vittima non riesce a stare nel gioco e negli sfottò e godono nel vedere la vittima piagnucolare che non reagisce.
    Dovremo insegnare ai nostri figli a reagire ai bulletti e a non a fare i “babbioni cacamoni piagnucolanti vittimisti”.
    Faccio un esempio pratico: se un bullo fa qualcosa alla vittima e quest’ultimo non reagisce, continuerà a fare il cacamone piagnucolante. Se la “vittima” reagisce, non farà più il bullo e la rispetta come persona…
    E’ il gioco della forza, della reazione e del rispetto. Chiunque non reagisce al bullo, sarà bullizzato a vita in quando incapace di lottare e sarà un cacamone a vita.
    La vita è così: o reagisci o sei un f322o. Bisogna farsi rispettare, reagendo.
    Quando andavo alle medie c’era uno che mi tirava i calci allo zaino, non reagivo davanti al prof (per non fare la figura della ridicola vittima piagnucolante) e aspettavo l’occasione d’oro: spezzare le matite ogni volta che andava in bagno. Una volta capito, non l’ha più fatto. Il bullismo finisce lì.
    Basta vedere su youtube un filmato dove il piccolo bullo dava pugni e schiaffi ad un ragazzino approffittando che non reagiva, quest’ultimo -per ribellione- ha preso il piccoletto e ha sbattuto a terra come un wrestler. Farà ancora il bullo??? non credo, visto lo spavento.
    Non si combatte il bullismo con insegnamenti e buone maniere, si combatte affrontando e reagendo per farsi rispettare.
    Fare il debole, non serve ad un ca220 nella vita e sarà bullizzato a vita.
    Nella vita bisogna combattere e reagire per ottenere rispetto e diritti altrimenti ti prenderanno in giro per sempre.
    O stai nel gioco reagendo o sei un perdente. Sempre.
    La cosa più grave è il bullismo dei ragazzi verso gli insegnanti approffittando l’assenza delle bacchette. Le bacchette erano l’unico deterrente per mettere in riga i ragazzi indisciplinati e fanno i bulli per fichettismo.
    Non parliamo della presenza di droge e marjuana nelle scuole che hanno frittato i loro cervelli… Vedo ragazzi farsi le marjuana in attesa di prendere bus per andare a scuola, immagino che faranno i bulli contro i prof. E poi vediamo genitori attaccare i prof per uno screzio, per un voto basso o una nota disciplinare al “figlioletto/a” viziato/a.

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