La commovente lettera di addio della Misericordia ad Annamaria Sardella: “Quello che ci legava a te è talmente forte che andremo avanti”

“Ciao maestra Annamaria,

E pensare che solo ieri sera ti ho mandato un messaggio, immediatamente mi hai chiamato perché hai detto che le cose belle non si potevano trattare per messaggio. Ti ho chiesto scusa visto che solo ieri era ripresa l’attivita didattica, ma tu immediattamente mi hai detto che potevano incominciare già da domani (cioè oggi) con i nuovi ragazzi del servizio civile a fare formazione con te e le altre colleghe perché cosi si poteva subito realizzare un bel progetto di attività post-scolastica per i bambini poveri di questa amata Orta Nova.

Ti ho chiesto se poteva essere utile qualche documento, mi hai risposto di sì ma ciò non toglie che la burocrazia potevamo risolverla anche in secondo tempo, prima la priorità sociale per questo paese e poi il resto.

Ti ho detto che sarei venuto oggi a scuola per le ore 9.00 con i 4 nuovi ragazzi del servizio civile, mi hai salutato chiedendomi incuriosita perché avrei dovuto arrivare 45 minuti dopo l’apertura della scuola… chiudendo la conversazione mi hai detto “Mi raccomando alle 8.15 già a scuola…” mostrando il tuo solito spirito di abnegazione.

Questa mattina sono arrivato in misericordia alle 8.20 dopo aver lasciato i miei figli a scuola, ho radunato i ragazzi del servizio civile, raccomandandoli di non farsi trasportare dalla tua passione per la scuola, perchè il progetto come vuole il Ministero potrà svolgersi solo ed esclusivamente presso i locali della Misericordia, i ragazzi strada facendo non capivano e io continuavo a dire “poi vi renderete conto visto che state incontrando la passione fatta persona”.

Siamo arrivati a scuola solo alle 8.35, troppo tardi, personale docente e personale ata ci hanno chiesto cosa fosse accaduto, forse pensando che potevamo portare una cattiva notizia, come un tuo incidente, ma sicuramente non la tua dipartita, perché tutti pensavano fosse impossibile che la maestra Annamaria non fosse al suo posto già dalle 7.45 come di solito faceva.

Michele de Finis del 118 preoccupato ci chiede se volessimo accompagnarlo a casa tua, immediatamente abbiamo detto si portando con noi i 4 ragazzi che ti dovevo presentare.

Arriviamo davanti a quel bellissimo portone di legno dove c’era gia tua cognata ma soprattutto le tue colleghe, portone che ti ha custodito forse tante volte da una piazza rumorosa ma che oggi non voleva proprio lasciarti, subito abbiamo tentanto di arrivare a te ma niente. Abbiamo chiamato i vigili del fuoco i quali mi hanno chiesto da quanto tempo non rispondevi, io ho risposto solo minuti ma non era nel tuo stile non essere puntuale a scuola, in attesa dei vigili sono arrivati il fabbro e i ragazzi della protezione civile con il mezzo attrezzato, non potevamo aspettare i vigili del fuoco di foggia.

Il portone non si apriva, ho chiesto ai volontari di prendere il defibrillatore perchè ormai eravamo convinti che non c’eri piu, e se fosse stato cosi dovevamo tentare di riportarti in vita, perche ancora i tuoi alunni avevano bisogno di te.

Ho chiamato il 118, nonostante non eravamo sicuri di un’emergenza loro hanno inviato una squadra proprio perché ci siamo detti che foss eimpossibile che non rispondevi pertanto era sicuro che c’era l’emergenza

Io, il fabbro e il collaboratore scolastico abbiamo gridato di apririci, alla fine siamo riusciti a rompere quel bellissimo portone che ti conservava gelosamente, e come prima cosa abbiamo provato a salvarti con il defibrillatore.

Anche la porta interna era chiusa, rompiamo la finestra piccola perchè dovevo per forza entrarci io, viste le piccole dimensioni, ti ho immediatamente vista vicino alla porta, era passato troppo tempo, non siamo riusciti, il defibrillatore non è servito, mi dispiace ma non solo per te che sicuramente vivrai in pace ma per i tuoi alunni, i tuoi colleghi, i tuoi parenti e i conoscenti e per i miei ragazzi del servizio civile che grazie ai tuoi stimoli dovevano iniziare un percorso sociale per i minori poveri.

Dopodomani andrò a scuola e chiederó di continuare questo progetto, sicuramente tutti diranno che non sarà come se ci fossi stata tu, la mia risposta sarà che tu avevi già accettato di gestirlo il progetto senza aggiungere se dalla scuola o dal cielo.

Grazie Dio per avercela fatta conoscere. Ciao annamaria, grazie di aver creduto in noi e soprattutto di aver educato tanta gente al vero senso della vita”.

Il segretario
Gaetano Volpe

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