Il pomodoro ortese protagonista della prima Blockchain italiana del “pelato in rete”

C’è un’agricoltura che non si arrende, dei produttori, quasi tutti ortesi, che guardano al futuro facendo sistema e soprattutto valorizzando i propri prodotti, investendo sulla qualità e sulla certezza della provenienza, il pomodoro ortese sarà protagonista della prima Blockchain italiana del pelato in rete. Questa mattina presso la Camera di Commercio di Foggia sara’ presentata l’iniziativa, promossa dalla Fondazione Felice Chirò, che attraverso il progetto “Pelato in Rete”, vedrà protagonisti diversi produttori ortesi, che attraverso questa iniziativa punteranno sulla tecnologia applicata all’agricoltura, che attraverso un QR Code garantirà la tracciabilità dei prodotti. Un progetto che mira, attraverso la tecnologia blockchain, a registrare in modo indelebile, sequenziale e condivisibile ogni passaggio della filiera del prodotto: lotta contro lo sfruttamento del lavoro, filtro tra il vero «Made in Italy» e il falso, l’intera storia della filiera del pomodoro pelato, tracciabilità, il miglior posizionamento nei mercati, il contrasto al fenomeno dell’“italian sounding”. Con il QR code il consumatore finale può venire a conoscenza di informazioni certificate, una speranza in più per un comparto che dimostra di volersi mettere in gioco, in un mercato globalizzato, dove le opportunità possono superare i rischi di una competitività spesso priva di regole.

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