Carapelle, al via la raccolta differenziata, lunedì incontro tra l’amministrazione e gli studenti

Lunedì 3 giugno alle ore 10, presso l’Istituto Comprensivo di Carapelle, gli assessori alla pubblica istruzione Maria Cangio ed all’ambiente Ulderico Spinapolice ed il dirigente S.I.A. Roberto Riondino spiegheranno agli studenti la nuova campagna sulla Raccolta Differenziata. L’intento è quello di informare tutta la cittadinanza su questa nuova opportunità per il paese, a partire dalle famiglie. Ai ragazzi il compito di affiancare le istituzioni nell’informazione sulle regole della raccolta differenziata e sui grandi vantaggi che essa offre alla cittadinanza e soprattutto all’ambiente.

Comunicato stampa

L’eroe della metro di Milano, Lorenzo Pianazza sull’atto vandalico in Piazza Frasca: “Serve un patto per la solidarietà”

Lorenzo Pianazza premiato lo scorso Giugno

Lorenzo Pianazza, l’Eroe della Metro Gialla di Milano o semplicemente il ragazzo umile e generoso, che ha salvato da morte certa un bimbo caduto tra i binari nel febbraio del 2018, scrive alla conduttrice di “Chi l’ha Visto?”, Federica Sciarelli, (di recente impegnata a far luce sulla tragica morte del povero pensionato di Manduria, torturato da un gruppo di giovanissimi del luogo), per lanciare il suo personale appello contro i dilaganti episodi di “bullismo”, che hanno colpito la provincia di Foggia. Il giovane, investito anche del prestigioso riconoscimento di Ambasciatore del Gusto e della Solidarietà dei Cinque Reali Siti e, che in questi mesi è sempre stato vicino ad Orta Nova (intervenendo nel caso dei bambini che elemosinavano pizza ad un passante o, in quello del misterioso triplice suicidio dei mesi scorsi); ci tiene a ribadire quanto sia sbagliato continuare a parlare di “emergenza bullismo”. “Il bullismo ha ormai fatto un salto di qualità”, ha dichiarato Lorenzo che il prossimo autunno presenterà agli studenti d’Italia il suo libro sul tema; che vuol essere un invito alla riscoperta della solidarietà, come “arma” per sconfiggere ogni forma di diversità ed esclusione. “Ed attualmente,” ha proseguito il giovane: ”Si connota a tutti gli effetti come realtà ben radicata. Per sconfiggerlo, non è – perciò – più sufficiente l’utilizzo di strumenti contingenti; ma si richiede un impegno diffuso, da parte di tutti: ragazzi, famiglie, adulti, politica ed istituzioni. Di seguito, riportiamo il testo integrale della lettera inviata alla Redazione di “Chi l’ha Visto?”, contenente anche l’invito rivolto a tutti i candida che hanno preso parte all’appuntamento del 26 maggio; a fare la loro di parte, nei confronti di anziani, esclusi ed emarginati; stringendo un vero e proprio “Patto di Solidarietà” col territorio.

MASSIMO BECCIA

“Cara Federica,
stanotte ho fatto un sogno. Mi trovavo a Manduria, fuori dall’abitazione del povero Antonio Stano. La strada, (quel vialone che ormai abbiamo imparato a riconoscere, a seguito dei tan tg anda in onda dopo la morte di Antonio), era deserta. D’improvviso dal silenzio della notte buia, un enorme trambusto si è scatenato: urla, piano, richieste di clemenza e il sopraggiungere in strada di due, otto, dieci, venti, cento ragazzini, (forse tutti quelli che in questi lunghi anni, hanno vessato il povero Antonio); tu provenienti da quella stessa abitazione. C’era chi si massaggiava una guancia, chi una spalla, e chi si allontanava zoppicando. Al momento la scena non mi ha stupito, anche se non ne capivo il motivo… Poi, ad uno ad uno, ho visto i genitori di quegli stessi ragazzi, venir fuori anche loro dall’interno della casa ed abbracciare Antonio; prima un po’ stupito per quella considerazione e per quell’affetto, a cui non era visibilmente abituato; infine sornione, l’ho visto aprirsi in un largo sorriso di gratitudine! Proprio in quell’istante del sogno, ho aperto gli occhi e realizzato a malincuore, che era stato – purtroppo –
solo il frutto della mia mente… Purtroppo per Antonio Stano è ormai troppo tardi!!!
Non è – invece – tardi, per parlare ai giovani delle “atrocità gratuite” di cui i propri pari, si rendono
protagonisti. Così accade di recente che a Foggia venga chiuso l’Oratorio “San Michele” perché, un gruppo di bulli ha fatto di un ragazzo disabile la vittima designata, su cui sfogare rabbia e frustrazioni represse. Non lontano ad Orta Nova invece, accade che venga divelta una targa commemorava che ricorda il sacrificio di un giovane Caporale dell’esercito, morto durante una missione di pace in Afganistan, nel 2011. C’è omertà, come ammette lo stesso fratello… Nessuno ha visto o sento nulla. Probabili bulli in azione, ma sono solo sospetti, in assenza di un adeguato sistema di videosorveglianza… Era accaduto già, invece, che un ragazzo di appena 18 anni rapinasse (insieme ad altri tre balordi), un anziano che aveva appena riscosso 200 euro di pensione. E’ triste pensare che quell’uomo, in fondo, avrebbe potuto essere suo nonno… A voi cari candida, che vi apprestate al confronto del prossimo 26 maggio con i vostri elettori, chiedo – perciò – che vi facciate garanTI di un “Patto per la Solidarietà”, col quale tu: adulti e ragazzi, istituzioni e priva; si impegnino a non guardare altrove, ma ad intervenire e prendere posizione; perché questo in
futuro, non accada mai più!!!

LORENZO PIANAZZA AMBASCIATORE DELLA SOLIDARIETA’ E DEL GUSTO 2018 – EROE DELLA METRO GIALLA DI MILANO”

Cronache dalla nuova gomorra, libera foggia e scuola pertini ospiti della misericordia di orta nova per “legami di legalita’ 2”

E’ possibile spiegare a dei ragazzi di 12-13 anni il fenomeno della criminalità in provincia di Foggia? L’evento tenutosi presso la Misericordia di Orta Nova, nella giornata di mercoledì 29 maggio, spiega che non solo è possibile ma è addirittura necessario. La confraternita ortese, nella prosecuzione degli incontri tematici dal titolo “Legami di legalità”, ha ospitato i rappresentanti foggiani del presidio di “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, per lasciare una testimonianza importantissima a circa duecento ragazzi delle classi terze della Scuola Media Sandro Pertini di Orta Nova. Nello spazio opportunamente allestito all’interno del cortile dell’associazione ortese hanno preso la parola Sasy Spinelli, coordinatore provinciale di Libera per la Capitanata, Federica Bianchi, referente del presidio di Libera Foggia e Roberto Ciuffreda, figlio di Nicola Ciuffreda, imprenditore edile assassinato dalla società foggiana nel 1990. Dopo un quadro generale sulle attività promosse da Libera nel campo della sensibilizzazione sul tema della legalità, i relatori hanno sottolineato l’importanza di compiere una scelta, spiegando ai ragazzi che “scegliere” la strada migliore sia più difficile ma è comunque utile per preservare il proprio futuro e quello della terra in cui si vive. Toccante la testimonianza di Ciuffreda, al suo primo intervento pubblico: “Quando ho perso mio padre – ha spiegato ai ragazzi – sono rimasto da solo, cercavo qualcuno che aiutasse me e la mia famiglia, ma nessuno si è schierato dalla nostra parte. Abbiate il coraggio di non isolare le persone che soffrono, a partire dal fenomeno del bullismo che si verifica in tante classi. Non prendete mai le parti di chi usa la cattiveria per prendere il sopravvento sugli altri”. Al termine degli interventi, i volontari in tuta giallo-blu hanno guidato le classi all’interno dei locali della Misericordia dove erano presenti dei cartelli esplicativi sulle grandi figure che hanno pagato con la vita il loro sogno di libertà. Dopo aver ascoltato l’esempio dei grandi uomini del passato, gli studenti hanno conosciuto meglio la confraternita ortese e hanno assistito ad un flash mob, organizzato dai volontari del servizio civile, sulle note de “I cento passi” dei Modena City Ramblers. Dopo un piccolo rinfresco i ragazzi sono tornati a casa, facendo tesoro delle grandi testimonianze ascoltate. “Ringraziamo la dirigenza scolastica della Scuola Media Sandro Pertini, le docenti, gli studenti presenti, i cittadini che hanno accolto il nostro invito, il comandante della stazione dei Carabinieri di Orta Nova Paolo Mazzeo sempre vicino alla nostra associazione e tutti relatori di Libera che hanno preso parte a questo evento” – ha spiegato il Governatore Giuseppe Lopopolo. “Fare rete è un primo passo necessario per isolare la criminalità e per spiegare a coloro che sono vessati che non sono soli”.

COMUNICATO STAMPA