L’I.I.S. “A. Olivetti” ha deciso di aderire al percorso intitolato “Lascia che il vento racconti” dopo la pubblicazione su fb del post del direttore Gianni Di Giuseppe sulla pagina del circolo di lettura Kairos della Rai di Bari. Gli alunni dell’istituto sono stati guidati dalle prof. sse Giovanna e Maria Francesca Di Pietro, rispettivamente docenti di Lingua e Cultura inglese e di Lingua e Letteratura italiana, ed ha coinvolto allievi iscritti ai diversi indirizzi dell’istituto. Dopo aver letto il libro, la docente d’inglese Giovanna Di Pietro e i suoi alunni hanno selezionato le pagine più significative del romanzo di Melville, scegliendo come chiave di interpretazione dell’opera quella del ‘mostro’ come metafora dell’ossessione. Successivamente i ragazzi, guidati dalla docente, hanno effettuato una trasposizione lirica dei passi individuati utilizzando le tecniche del caviardage, del cut-up, della magnetic poetry, e contaminando la scrittura con altre tecniche artistiche, quali il collage, il disegno, la pittura, il ricamo. Il lavoro è stato realizzato in formato cartaceo e digitale e corredato da un’ampia documentazione fotografica. Tali poesie aprono e chiudono la riscrittura lirico-teatrale realizzata dalla docente di Lettere, Maria Francesca Di Pietro, insieme con i suoi alunni. All’interno della sceneggiatura, Moby Dick viene reinterpretata in chiave simbolica come elemento dionisiaco, imprevedibile, minaccioso, desiderato insieme e temuto, rovello interiore che conduce l’uomo alla perdita di sé e della ragione. In tale interpretazione, la balena è la natura, è il femminile, difficilmente irreggimentabile all’interno dell’ordine ‘apollineo’ inutilmente ricercato da Achab. Moby Dick, rappresentata sulla scena da un coro di ragazze vestite di bianco e con una maschera sul volto, recita una litania lirica e proclama le proprie ossessioni in forma di preghiere, che vengono lette dalle allieve sul palmo delle mani. Ogni ossessione è una poesia scritta dagli alunni ed è, insieme, anche l’attualizzazione del mostro interiore di Moby Dick, poiché rappresenta un loro tormento o un loro desiderio. Una delle ossessioni è recitata unicamente in lingua inglese, un’altra viene invece rappresentata a voci alternate come nell’eco della risacca marina. Gli alunni hanno anche curato gli aspetti tecnici, relativi ai fondali scenici, agli effetti sonori, alle musiche, agli oggetti di scena, ai costumi; alcuni dei brani strumentali vengono eseguiti dal vivo con tromba e chitarra.

Comunicato stampa