Orta Nova, emergenza abitativa presso la Stazione Ferroviaria, il Comune: “Vari tentativi di mediazione con le famiglie, serve accordo nel rispetto della legge”

Alla luce di alcune dichiarazioni che vi sono state in questi ultimi giorni è importante, da parte nostra, spiegarvi e delucidarvi sulla situazione relativa al caso dell’emergenza abitativa nei pressi della stazione di Orta Nova. Infatti, come ben saprete, a partire da novembre 2019 Ferrovie dello Stato ha attuato nei confronti di tutti coloro che abitavano in maniera ABUSIVA quelle case, un’ordinanza di sfratto, in quanto quelle case sono di loro proprietà. In virtù di questa situazione emergenziale che si stava verificando, abbiamo subito avuto un incontro con le famiglie interessate per capire quale fosse la soluzione ideale. Nel primo incontro si era stabilito che avremmo aiutato loro, con un contributo, per le spese legali in quanto l’obiettivo era attuare una mediazione con Ferrovie dello Stato attraverso un avvocato. A gennaio 2020 ci perviene una lettera da parte del loro avvocato che afferma che la mediazione non ha avuto buon esito, di conseguenza bisognava trovare obbligatoriamente una soluzione alternativa. In virtù di questo ci prodighiamo nel comprendere cosa fare sempre e comunque nei limiti della legalità, visto che essendosi prefigurato un reato quale l’abusivismo, il Comune non può intervenire in maniera netta. A distanza di qualche settimana, e precisamente il 31 gennaio 2020, veniamo a conoscenza di un blitz da parte dei carabinieri nei confronti di quello stabilimento dove gli stessi arrivano a scoprire allacci abusivi di corrente elettrica con un danno di circa 70.000 euro. Proprio per questo optano per il taglio della corrente elettrica. Quindi come potete ben notare, vengono ad emergere una serie di reati. Nonostante tutto, dopo il taglio della corrente elettrica, incontriamo nuovamente le famiglie che denunciano la loro situazione. Proprio per la presenza di alcuni anziani, e di alcuni disabili, decidiamo di elargire un contributo alla Misericordia di Orta Nova affinché si possa arrivare ad affittare un generatore di corrente elettrica per garantire il tutto almeno nei giorni più freddi. A patto che il gasolio che doveva alimentare il generatore, fosse a loro carico in quanto il Comune non poteva fare di più. Dopo due giorni, le famiglie non accettano più questa condizione: pretendono che anche il costo del gasolio sia a nostro carico. Una soluzione che ovviamente non potevamo, proprio a livello legale, accettare minimamente. Decidono di far rimuovere il generatore e c’è un ulteriore incontro tra l’amministrazione e loro. In questo incontro si stabilisce che le stesse famiglie avrebbero deciso di mettersi a norma, con un normale allacciamento della corrente, attraverso l’Eni. Ma proprio nella giornata di ieri, ci siamo ritrovati a vedere quel servizio di Telefoggia dove venivano fatte delle accuse abbastanza gravi. Addirittura che il sindaco se ne stesse infischiando di questa situazione. Non è affatto vero. In questi mesi abbiamo fatto tutto quello che rientrava nelle nostre competenze per sopperire a questa fase emergenziale. Venerdì scorso mi sono incontrato con il presidente dell’Arca capitanata, Donato Pascarella, proprio per portarlo a conoscenza della situazione e capire come risolverla. Tra l’altro fin dai primi giorni, è stata prospettata loro un’alternativa, ovvero quella di cogliere l’avviso pubblico per l’emergenza abitativa che li avrebbe supportati economicamente per le prime mensilità se avessero stipulato un regolare contratto di locazione. Dando quindi loro la possibilità di mettersi in regola e venir fuori da quella condizione di abusivismo. Anche qui la loro risposta è stata un rifiuto categorico. Questo per far capire che ci sono delle regole a cui attenersi in questo Comune, altrimenti si va incontro a guai penali. Noi ci siamo adeguati a queste regole e continueremo a farlo. Tenendo sempre a mente tutti i problemi che vi sono nella nostra comunità. Nei prossimi giorni, come abbiamo fatto finora, cercheremo di tentare una mediazione tra Ferrovie dello Stato e l’Istituto case popolari di Foggia proprio per risolvere definitivamente questo problema.

Comunicato stampa