Coronavirus, altri 29 positivi in provincia di Foggia, il totale sale a 163

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa oggi venerdì 20 marzo, in Puglia sono stati effettuati 743 test in tutta la regione per l’infezione Covid19 coronavirus e sono risultati positivi 103 casi, così suddivisi:

28 nella Provincia di Bari;
4 nella Provincia Bat;
9 nella Provincia di Brindisi;
29 nella Provincia di Foggia;
17 nella Provincia di Lecce;
10 nella Provincia di Taranto;

1 attribuito a residente fuori regione;
5 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 4.789 test. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 581, così divisi:

165 nella Provincia di Bari;
30 nella Provincia di Bat;
84 nella Provincia di Brindisi;
163 nella Provincia di Foggia;
88 nella Provincia di Lecce;
33 nella Provincia di Taranto;

11 attribuiti a residenti fuori regione;
7 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

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Carapelle, 40 denunciati fin ora per il mancato rispetto dei decreti per il contenimento del Coronavirus

La polizia municipale e i carabinieri di Carapelle continuano nella loro opera di controllo del territorio e degli assembramenti non autorizzati, vista l’emergenza sanitaria. Questa mattina, i vigili urbani, durante una perlustrazione, avevano scoperto che cinque persone stavano pescando nel torrente Carapelle. Il gruppo è stato prontamente identificato e denunciato. Pochi minuti fa, dopo diverse segnalazioni al numero WhatsApp del Comune, i carabinieri sono tornati al torrente ed hanno bloccato e denunciato altre cinque persone.
Fino ad ora sono ben 40 i carapellesi destinatari di un’ammenda che resterà sulle loro fedine penali e di cui dovranno rispondere in tribunale. Una politica di tolleranza zero che sta dando i suoi frutti. Si ricorda che è assolutamente vietato formare assembramenti e andare a passeggio, soprattutto senza autocertificazione e senza un giustificato motivo. Ma l’attività di carabinieri e polizia municipale non si ferma: proprio oggi sono state controllate tutte le attività commerciali carapellesi, per verificare il rispetto del decreto del presidente del consiglio.

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Emiliano denuncia caso accaduto all’ospedale di Castellaneta: “Sollecito licenziamento dell’eventuale responsabile e segnalo episodio alla procura”

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dichiara: “Ho appreso della vicenda riguardante l’ospedale “San Pio” di Castellaneta dal direttore generale della Asl Taranto Stefano Rossi, dal direttore del Dipartimento di prevenzione di Taranto dott. Michele Conversano, dal Direttore Sanitario dell’ospedale San Pio di Castellaneta dott. Emanuele Tatò. Ho anche avuto un’importante relazione telefonica sui fatti da parte del Sindaco di Castellaneta avv. Giovanni Gugliotti lui stesso esposto a rischi della condotta del soggetto che, dipendente dell’Ospedale San Pio, aveva proprio il compito di vigilare il rispetto da parte di tutti delle regole di igiene atte a prevenire l’estendersi del contagio. A causa di quanto accaduto saranno probabilmente chiusi molti reparti dell’Ospedale e posti in quarantena moltissimi sanitari. Il danno provocato alla comunità è enorme. Si aggiunga che molto probabilmente queste condotte violano diverse norme penali che prevedono gravi conseguenze sull’autore dell’eventuale reato. Per questa ragione ho telefonato subito al Procuratore della Repubblica di Taranto dott. Carlo Capristo per consentirgli di iniziare tempestivamente la sua doverosa indagine. E ho dato indirizzo al dg Rossi di avviare un procedimento disciplinare finalizzato  all’eventuale sospensione e successivo licenziamento ove i fatti ipotizzati venissero oggettivamente accertati“. “I medici, infermieri e operatori sanitari sono i nostri eroi, in prima linea in questa emergenza. Ma se qualcuno tra loro, anche uno solo, non rispetta le regole e le leggi, e si comporta in modo irresponsabile nell’esercizio delle sue funzioni o nella vita privata, mette a repentaglio tutto il sistema sanitario, la vita e la salute dei suoi colleghi e dei pazienti. Non abbiamo fatto altro in queste drammatiche settimane che richiamare l’attenzione sulle basilari forme di prevenzione per i cittadini comuni e tale appello vale a maggior ragione per il personale sanitario. Abbiamo detto in tutte le maniere che bisogna proteggere gli ospedali e chi ci lavora. Rispettare le regole non è una libera scelta in questo momento, ma un dovere categorico. Dal nostro rigore dipenderà il successo o l’insuccesso della battaglia contro il coronavirus“.

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Carapelle, a pesca durante la quarantena, denunciate cinque persone

La polizia municipale di Carapelle continua nella sua opera di controllo del territorio e degli assembramenti non autorizzati, vista l’emergenza sanitaria. Gli uomini in divisa, durante una perlustrazione, hanno scoperto che cinque persone stavano pescando nel torrente Carapelle. Il gruppo è stato prontamente identificato e denunciato. Una politica di tolleranza zero che sta dando i suoi frutti. Si ricorda che è assolutamente vietato formare assembramenti e andare a passeggio, soprattutto senza autocertificazione e senza un giustificato motivo.

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Il grande cuore di Carapelle, tanti cittadini offrono la spesa a chi ne ha bisogno, Di Michele: “Grazie per la generosità”

A Carapelle è scattata la spesa per chi non può farla. Con l’istituzione del Centro Operativo Comunale e la collaborazione tra l’amministrazione guidata dal sindaco Umberto Di Michele e la Protezione Civile, è bastato un appello del primo cittadino e decine di carapellesi hanno risposto in maniera encomiabile: “Alla Protezione Civile e all’amministrazione comunale – dice Di Michele – stanno arrivando decine di offerte di aiuto, soprattutto economico. I miei concittadini si stanno mettendo a disposizione per pagare la spesa a chi non può permettersela, agli anziani che restano soli nelle abitazioni, a chi è più bisognoso. Francamente mi aspettavo una risposta del genere, perché di fronte a situazioni tragiche come quella del COVID-19 ed anche in altre occasioni, il cuore dei carapellesi è sempre venuto fuori. Al numero Whatsapp del Comune, sulla pagina Facebook e alla stessa protezione civile arrivano ogni giorno tante manifestazioni di solidarietà. E gli uomini in divisa raccolgono le istanze di questi cittadini virtuosi e consegnano beni di prima necessità e soprattutto viveri a chi è immunodepresso, chi è chiuso in casa con i figli piccoli, a chi non sta lavorando e non può permettersi di comprare neanche pane e latte. Non potendo uscire di casa, i benefattori hanno chiesto di poter pagare via bonifico e con qualsiasi mezzo per evitare il contatto. Sono orgoglioso di essere il loro sindaco“.

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