ln questi giorni stiamo affrontando una situazione tanto difficile, quanto surreale. Mai ci saremmo aspettati di trovarci, nelle nostre vite, di fronte a scenari apocalittici descritti solo nei film. Eppure eccoci qui, come si suol dire, quando la realtà supera di gran lunga l’immaginazione. Pandemia, ribellioni nelle carceri, comete che si avvicinano all’orbita terrestre, continuo e sempre maggiore scioglimento dei ghiacciai, tutto contemporaneamente poi, a sconvolgere le nostre esistenze. Cè chi ipotizza complotti di vario genere, disordini annunciati; sul web siamo tempestati da notizie contrastanti, fake, appelli e decaloghi di consigli su come uscirne psicologicamente illesi da questa situazione d’emergenza, di cosa poter fare per ingannare il tempo, in attesa che la situazione possa migliorare. A molti sembra chiaro che il nostro pianeta si sia ribellato, una volta per tutte, a ciò che noi uomini ormai da tempo abbiamo ignorato: la sofferenza alla quale lo sottoponiamo ogni giorno incuranti delle conseguenze scaturite dai nostri comportamenti irresponsabili. Come se la terra ribellandosi, stesse cercando di inviarci un messaggio, quello di volersi fermare e, mettendoci di fronte a una realtà sconvolgente, voglia farci cambiare rotta quotidianamente. Certo, una visione alquanto affascinante e a dir poco suggestiva. D’altronde non siamo più semplici comparse, ma protagonisti della storia, noi che la racconteremo a malincuore e nostro malgrado. Purtroppo questi sono corsi e ricorsi storici ai quali l’umanità intera è sottoposta, qui ci viene in aiuto la storia, mostrandoci che già in periodi non lontanissimi da noi, ci sono state calamità che comunque l’uomo ha saputo superare, non sempre egregiamente, ma sicuramente questo, ci invita a capire che il genere umano non si estinguerà certo a breve. Questo blocco mondiale, sono certa, rappresenta un serio ostacolo per la società odierna, abituata ad ogni tipo di confort possibile ed immaginabile: viaggiare, anche semplicemente passeggiare, insomma essere liberi a 360 gradi e poter avere piena libertà di movimento, dentro e fuori le nostre città. Non trascurabili, ovviamente, i problemi economici a cui dovrà far fronte il mondo intero, messo a dura prova da questo nemico comune. Ora che non ci sono più film da recensire o città da visitare, in questo particolare contesto storico, in cui anche le più piccole abitudini quotidiane ci sono state negate all’improvviso, da un giorno all’altro, troviamo tale condizione poco accettabile, nonostante consapevoli del fatto che tutto ciò mira unicamente a preservare la nostra salute. Non ci resta che far viaggiare i nostri pensieri, ed uno di questi non può non raggiungere chi, in trincea, sta combattendo una lotta senza eguali, più ardua della nostra, contro il tempo e la morte; tutti i medici, infermieri, personale sanitario, esercito, forze dell’ordine che con il proprio contributo, indispensabile, cercano di contenere il propagarsi dei contagi. Più di una lacrima da versare per tutte le vittime di questa tremenda pestilenza, che sta mettendo in ginocchio la nostra bella Italia ed il mondo intero. I giorni sono lunghi e ci sembra ci sia stata sottratta un po’ della nostra umanità, lasciando il posto ad incertezza per il futuro. Lontano il ricordo di quell’ultimo forte abbraccio che ci siamo scambiati prima dell’arrivo del virus. Beh, sono riuscita a non chiamare per nome questa piaga tremenda che ci sta affligendo, non perché voglia far finta che non esista, né per voler nimizzare in alcun modo la situazione, semplicemente perché non accetto in modo categorico che abbia il monopolio nella mia mente, che sia l’unico mio pensiero durante la giornata. Quando la paura passerà e il ricordo di quello che è stato svanirà assieme a tutto il dolore, quando un progetto per il futuro non ci apparirà più come una semplice utopia, quando torneremo ad abbracciarci, a baciarci a riacquistare la nostra libertà, avremo forse imparato la lezione più importante: non bisogna dare mai nulla per scontato nella nostra vita e soprattutto, che noi uomini non abbiamo potere alcuno su eventi al di sopra delle nostre forze. Nonostante saremo consapevoli dell’insegnamento ricevuto da questa situazione, potremo mai perdonare il nostro incauto ottimismo, in tempi non sospetti, quando ancora questo mostro incontenibile non aveva tolto vite e del tempo prezioso ai nostri affetti, quelli fuori dal microcosmo nel quale stiamo vivendo? lo credo proprio di no!

Vale

2 Comments »

  1. No, non la conosco Vale! Non ha importanza. So solo che ogni tanto scrive degli “editoriali”. Benissimo. Ma quello che ho notato nei suoi scritti (scritti bene) è che si limitano solo a fare delle considerazioni e valutazioni sull’ordinario, sulla realtà esistente, senza osare un po’ più in là. E credo che lei potrebbe osare di più, guardare un po’ oltre per superare questa realtà sociale che a mano abbiamo costruito e che accettiamo con molta accondiscendenza. All’analisi dei mali che affliggono la nostra comunità, e oltre, ci vorrebbe una qualche proposta per superarli, magari con qualche cambiamento negli stili di vita, nel modo di abusare della natura e delle persone, nei sistemi di organizzazione che questa società si è data (o imposti), nel modo di plagiare le menti delle persone, nel dire basta a questo egoismo egocentrista che ci ha preso ormai tutti. Fa benissimo a scrivere quello che scrive, ci aggiunga solo una qualcosina in più. Grazie. Antonio Corbo

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  2. Signor Corbo sono felice del fatto che segua i miei scritti e che ne abbia colto la giusta essenza. La mia volontà è appunto quella di riversare i miei pensieri sul foglio su cui scrivo (in questo caso virtuale) cercando di pungolare le coscienze dei lettori per spingerli a riflessioni sulla realtà circostante. Come avrà ben notato cerco, non a caso, di non esprimere opinioni tassative o “osare un po’ più in là”, come appunto ha scritto lei, per essere sempre neutra ed immune dall’esprimere competenze specifiche, che in tutta onestà sentirei di non poter essere in grado di dispensare.Il suo mi è sembrato, d’altronde, un commento costruttivo e ben articolato, esponendo i suoi punti di vista sugli argomenti da me trattati ;disponibile sempre ad dialogo onesto, le rivolgo i miei ringraziamenti e prendendo atto delle sue considerazioni, cercherò di crescere ulteriormente nelle mie esposizioni, cercando comunque di rimanere fedele al mio modo di narrare le storie di cui mi occuperò in futuro. Vale

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