L’emergenza Coronavirus ad Orta Nova si sta trasformando in una vera e propria caccia alle streghe. Nelle ultime ore sulle chat di WhatsApp stanno circolando decine di nomi di cittadini ortesi presunti positivi al Covid-19, in barba a qualsiasi norma in materia di privacy. Il distanziamento sociale e le misure di protezione, garantirebbero la sicurezza contro il contagio da Coronavirus, ma qualcuno preferisce mettere in giro nomi, in diversi casi smentiti, procurando ulteriore allarme nella popolazione, ed alimentando una caccia all’untore, che nei casi di reale positività, aumenta il dolore di persone che soffrono la malattia lontane dai propri cari, forse al solo scopo di alimentare facili pettegolezzi, dimostrando ancora una volta quel senso negato di una vera e propria comunità. In tutto questo restano 4 i casi ufficializzati dal primo cittadino Domenico Lasorsa, che annunciando la propria quarantena, dopo essere entrato in contatto in ospedale con un caso positivo, in quella occasione ufficializzo’ l’ultimo bilancio del comune capofila dei Reali Siti pari a quattro positivi, dei quali due deceduti, e dieci misure di quarantena. Nel frattempo da sabato scorso il comune ortese, nel bollettino epidemiologico diffuso dalla Regione Puglia, è passato dalla fascia bianca a quella rosa, pari alla soglia di 6-10 casi. Sarebbero quindi almeno sei i casi positivi ufficiali, dati che l’ASL dovrebbe comunicare ai comuni, mantenendo però il riservo sui nominativi degli stessi, come disposto dai recenti DPCM in materia. Nella vicina Cerignola il Centro Operativo Comunale, istituito in ogni comune per il contrasto dell’emergenza pandemica, pubblica ogni giorno il bollettino ufficiale dei casi positivi e di quelli sottoposti a quarantena, una misura che se applicata, garantirebbe maggior trasparenza e la speranza di contrastare violazioni della privacy e la tutela della salute pubblica.

1 commento »

  1. Questo articolo dice a chiare lettere che l’emergenza sanitaria in atto, ha bisogno della presenza operativa quotidiana del nostro sindaco. Una comunità di 20.000 persone, in questi frangenti, non può essere abbandonata a saltuari comunicati video sulla pagina personale di Fb. Necessita di una direzione, informazione, provvedimenti e controlli locali che il primo cittadino è tenuto a fare in onore e rispetto della carica che ricopre.
    Le disposizioni di carattere nazionale e regionale, non sempre sono di dettaglio del livello periferico, che solo chi ci vive e opera può sapere e intervenire in modo appropriato. Purtroppo il nostro sindaco è stato in altre faccende affaccendato, per carità di tutto rispetto, ma che non dovevano sopravanzare la gestione diretta dell’emergenza nella comunità affidatagli. Antonio Corbo

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