“Quota 100 ha svuotato gli uffici e decapitato le competenze, smembrando le strutture burocratiche. I Comuni si stanno trasformando in gusci vuoti, con una manciata di dipendenti comunali costretti a fare i factotum, sballottati e messi sulla graticola da scadenze e adempimenti da chiudere in fretta e furia. La domanda, dunque, nasce spontanea: come faranno i Comuni, di qui ai prossimi 5 anni, a gestire i fondi per il rilancio del Paese? Come potranno programmare, operare sui bandi, dare continuità all’erogazione dei servizi, rispondere alle esigenze crescenti di una larga fetta di famiglie impoverite dal Covid-19, se non si pensa fin d’ora, da subito, al potenziamento strategico degli organici e agli investimenti sulle competenze?”.

A lanciare l’allarme è la FP Cgil provinciale. Il problema è concreto, cogente e si esprime sia a livello quantitativo che qualitativo. In alcune realtà importanti, vedi i cinque comuni più popolosi della Capitanata, capoluogo compreso, il combinato disposto rappresentato da quota 100 e da deficitarie politiche sul personale, sta causando il dimezzamento delle piante organiche e il loro impoverimento anche dal punto di vista delle competenze più specialistiche e necessarie.    

“La situazione è grave ovunque”, ha aggiunto Mario La Vecchia, segretario provinciale della FP Cgil Foggia. “Il premier Conte in Europa ha lavorato affinché l’Italia, con riguardo particolare per il Sud, nei prossimi anni potrà impiegare oltre 200 miliardi di euro per rilanciare la propria economia e il sostegno a imprese e famiglie che più hanno risentito gli effetti della crisi. Si tratta di risorse che, in gran parte, arriveranno ai Comuni attraverso le Regioni. Quei soldi dovranno essere utilizzati in modo trasparente, efficace e tempestivo. Senza una macchina burocratica preparata e in forze, i Comuni non riusciranno a gestire le incombenze derivanti da procedure, tempi definiti, protocolli digitali. Questo può portare a due conseguenze, entrambe negative: essere costretti a ricorrere al privato per ovviare alle proprie carenze; oppure restare al palo creando ritardi su ritardi, con una mancanza di risposte ai cittadini che potrebbero acuire il disagio e le tensioni sociali”, ha spiegato La Vecchia.

L’APPELLO AI SINDACI E AI CANDIDATI SINDACI. “Ai sindaci in carica e alle persone che si stanno candidando a diventare primi cittadini delle loro Comunità, rivolgiamo un appello e proponiamo un patto, sotto forma di Protocollo d’intesa da sottoscrivere assieme ai sindacati  A loro tutti, chiediamo di impegnarsi affinché i prossimi atti delle loro amministrazioni comunali riguardino il potenziamento degli uffici, il rafforzamento di competenze e risorse umane a disposizione delle strutture, la riorganizzazione intelligente e concertata della macchina burocratico-amministrativa”, ha proposto il segretario provinciale della FP Cgil Foggia. “Il luoghi comuni sui dipendenti pubblici scansafatiche sono soltanto un insulto e una falsità inaccettabile, perché la realtà ci dice che la pressione sugli uffici è sempre più pesante e insostenibile. Per anni e anni, e ancora oggi, si è rinunciato ad assumere, sono stati operati tagli sciagurati, le strutture comunali sono state indebolite e falcidiate da fuoriuscite di personale mai compensate da sostituzioni e nuove assunzioni. Occorre invertire la rotta e farlo subito, anche attraverso la collaborazione tra i comuni più piccoli e vicini tra loro, con la condivisione di servizi e strutture. Se non si agisce immediatamente, siamo destinati a subirne le conseguenze come territorio per i prossimi 10 anni”, ha concluso La Vecchia.

Comunicato stampa

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