Coronavirus, il danno e la beffa: tanti agricoltori multati ingiustamente

Agricoltura, foto di repertorio

In Puglia, ci sono possessori e conduttori di terreni agricoli multati mentre si recavano sui propri fondi per svolgere quelle operazioni colturali richieste, improrogabilmente, in questo periodo, pena il rischio di compromettere l’intera annata agricola, anche se solo a sostegno della propria famiglia. E’ quanto accaduto in diverse località della regione, nonostante sia il DPCM dell’11 marzo che tutti quelli più recenti garantiscano le attività del settore agricolo e zootecnico con le relative produzioni, al preciso scopo di assicurare le forniture alimentari dell’intera collettività e, con essa, naturalmente anche al produttore agricolo e alla sua famiglia. E questo, ovviamente, indipendentemente dal fatto che quanto ottenuto dallo svolgimento dell’attività agricola sia destinato in tutto o in parte al proprio fabbisogno. “Il fastidioso e costoso equivoco, viste le multe salate che sono state comminate, si è ripetuto e si sta ripetendo molto spesso in tutta la Puglia, con episodi e segnalazioni in ogni provincia”, ha spiegato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia in una nota. A Taranto e Brindisi, sono già state inviate due lettere ufficiali indirizzate ai rispettivi Prefetti. Nei prossimi giorni, uguali segnalazioni potranno essere inviate alle Prefetture di Bari, Bat, Foggia e Lecce. “Appare incomprensibile il trattamento riservato ad alcuni possessori e conduttori di terreni agricoli che sono stati sanzionati. Ai Prefetti, dunque, chiediamo di adoperarsi  affinché gli spostamenti “da” e “verso” i fondi rustici, anche per ottemperare agli obblighi di soggetti che si dedicano allo svolgimento delle attività agricole e zootecniche, vengano sempre ed in ogni caso annoverati, ai fini autorizzativi, tra le situazioni di necessità e urgenza, anche per coloro i quali devono ottemperare agli obblighi imposti dalla Regione Puglia relativi alla lotta e contenimento del batterio Xylella fastidiosa per la manutenzione dei fondi rustici, operazioni che comprendendone oltre che le arature anche le operazioni di potatura e le pratiche colturali previste dalle norme, pur non possedendo in alcuni casi partita IVA e iscrizione alla Camera di Commercio”, ha concluso Carrabba.

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La Puglia degli agricoltori: “Il Governo ringrazi anche noi”

Agricoltura, foto di repertorio

“In tutta la Puglia, prima e durante l’emergenza Coronavirus, gli agricoltori continuano ad alzarsi all’alba e ad andare a lavorare, con la preoccupazione aggiuntiva di attuare tutte le misure di distanziamento e protezione per se stessi e per i propri dipendenti, in modo da continuare ad alimentare la filiera del cibo per tutti gli italiani costretti a stare a casa. In tutta umiltà, ma con la consapevolezza di chi suda e fa il proprio lavoro esponendosi a rischi enormi, crediamo sarebbe un giusto riconoscimento se il Governo si ricordasse di elogiare anche gli agricoltori, riconoscendo loro il fondamentale contributo in questo momento storico così pieno di angoscia e incognite”. E’ una richiesta piena di orgoglio e di consapevolezza quella avanzata da Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori della Puglia ed egli stesso fieramente agricoltore, che mette in rilievo “il ruolo strategico dell’agricoltura”. “Lottiamo per gli aiuti al comparto, per il sostegno alle aziende in crisi, per superare anche quest’altra emergenza senza precedenti”, ha aggiunto Carrabba, “ma allo stesso tempo lottiamo anche per un cambiamento culturale, quello necessario a far comprendere a tutti gli italiani quanto sia prezioso il contributo degli agricoltori alla tenuta complessiva del sistema-Paese”, ha continuato il presidente regionale di CIA Puglia. “Lo facciamo con la consapevolezza, l’orgoglio e i numeri di una regione, la Puglia, che per superficie agricola utilizzata ed eccellenza delle proprie produzioni esprime il meglio dell’agricoltura mediterranea, spesso con una capacità di innovazione che ci pone tra i primi in Europa per qualità e sicurezza alimentare in ogni settore: olivicolo, vitivinicolo, ortofrutticolo, cerealicolo, florovivaistico e zootecnico. Le nostre aziende agricole, i nostri agricoltori stanno affrontando l’emergenza con la dignità e la forza che ci caratterizzano, ma il silenzio che avvolge tutto questo lavoro e tutti questi sacrifici ci ferisce”, ha spiegato Carrabba. “Stiamo mettendo in rilievo alcune criticità preesistenti all’emergenza Coronavirus che, dal momento in cui tutta l’Italia è stata dichiarata ‘zona rossa’, sono ulteriormente peggiorate: è il caso della incredibile sproporzione tra quanto è riconosciuto ai nostri produttori e gli scandalosi rincari dei prezzi di tanti prodotti alimentari sugli scaffali dei supermercati. Se i cittadini sbagliano e non rispettano le norme di sicurezza imposte dall’emergenza vanno incontro a multe salate, non comprendiamo perché lo stesso trattamento non debba essere applicato con la stessa severità a chi sfrutta la situazione imponendo prezzi spropositati rispetto alla miseria che viene riconosciuta ai produttori. E’ fondamentale che quanto sta accadendo in queste settimane diventi il monito per un intervento governativo serio, strutturale, che imponga equità nei prezzi pagati ai produttori ed equilibrio ai prezzi proposti negli scaffali dei supermercati”, ha concluso Raffaele Carrabba.

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Puglia, servono mascherine per gli agricoltori

Una mascherina al giorno per 1.300.000 agricoltori italiani, questo il fabbisogno dei lavoratori autonomi e dei loro dipendenti che non possono fare smart working, ma vogliono continuare a produrre cibo sano e fresco e assicurarlo a tutte le famiglie del Paese. Per essere messi in condizione di farlo, Cia-Agricoltori Italiani chiede al Governo e alla Protezione Civile chiarezza sui canali di approvvigionamento dei dispositivi di protezione per le imprese agricole e la certezza che le modalità di distribuzione non siano rallentate da pratiche burocratiche farraginose. La primavera è arrivata e la produzione agricola si è innescata, non c’è Coronavirus che tenga, si deve coltivare e poi raccogliere per conferire all’industria alimentare. In molte colture, anche in campo aperto, non è facile rispettare la distanza interpersonale di sicurezza, come pure in altri luoghi di lavoro lungo la filiera: dai magazzini agli spogliatoi, alle lavorazioni di confezionamento dei prodotti. Gli imprenditori sono quotidianamente impegnati a seguire le procedure e le regole di condotta necessarie a garantire la salute dei lavoratori nelle attività agricole che, per le loro caratteristiche, rendono particolarmente complessa la gestione dell’emergenza. Senza i dispositivi tutto questo è di difficile attuazione. Molti agricoltori si stanno dotando autonomamente di mascherine, ma troppo spesso il mercato non è in grado di soddisfare la domanda, che sarà destinata a aumentare nelle prossime settimane, con l’arrivo della stagione di raccolta di molti prodotti. Cia chiede, dunque, di tenere in considerazione le esigenze del settore agroalimentare nella ripartizione dei dispositivi, dopo avere assolto alla domanda prioritaria di ospedali e presidi sanitari. Senza mascherine, guanti, tute, occhiali, cuffie non sarà possibile garantire la fornitura di materie prime indispensabili per il Paese e si rischia di bloccare tutta la filiera, lasciando vuoti gli scaffali dei supermercati.

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Puglia, l’agricoltura non si ferma: “Fondamentali per il Paese”

Agricoltura, foto di repertorio

Il coronavirus non ferma l’agricoltura, neanche in Puglia. Il comma 4 del Decreto dell’11 marzo non sospende l’attività del settore primario, anzi, se ne riconosce il ruolo strategico per l’economia in quanto sono indispensabili le attività legate al comparto agricolo, zootecnico e di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi”. E’ Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, a intervenire su una questione che, in alcuni casi, aveva sollevato dubbi tra gli agricoltori subito dopo l’ultimo decreto emanato dal Governo. “In questo momento cruciale per le famiglie e le imprese – ha aggiunto il presidente provinciale di CIA Salento, Benedetto Accoglila produzione e la reperibilità di generi alimentari è una priorità assoluta, seconda solo alle attività dei servizi sanitari. Per questo faccio appello ai nostri associati, alle nostre imprese agricole, agli allevatori, ai trasformatori a non mollare. Oggi più che è fondamentale garantire un cibo espressione di qualità, sicurezza e salubrità”. Dello stesso avviso, naturalmente, tutte le altre declinazioni territoriali pugliesi della grande organizzazione agricola. “Alcuni agricoltori del Barese ci hanno chiesto se fosse ancora possibile andare in campagna a lavorare”, ha spiegato Felice Ardito, presidente provinciale di CIA Levante. “La risposta è si, ovviamente. L’agricoltura non può fermarsi”. Sulla stessa linea Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi): “Le aziende agricole stanno prendendo ogni precauzione possibile per salvaguardare i propri lavoratori dal rischio contagio. Siamo in una situazione di grave sofferenza economica. Una volta superata l’emergenza contagio, servirà un piano straordinario per rilanciare il comparto primario”. Anche in provincia di Foggia, le imprese agricole continuano a lavorare tra tante difficoltà. “All’incognita coronavirus”, ha dichiarato Michele Ferrandino, presidente provinciale di CIA Capitanata, “si aggiunge la certezza di una crisi idrica epocale: proprio oggi, il Consorzio di Bonifica ha reso noto che il deficit di risorse potabili e irrigue rispetto alle dighe gestite dall’ente è salito a meno 142 milioni di metri cubici d’acqua rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. “Quando finirà l’emergenza sanitaria, servirà ripartire bene e imprimere un’accelerazione a tutte le questioni da cui dipende il rilancio dell’agricoltura”, ha fatto presente il presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani, Raffaele Carrabba. “Anche nel momento più critico della storia recente dell’Italia, noi agricoltori non ci stiamo tirando indietro: le forniture negli ipermercati sono garantite grazie a un sistema di filiera che fede proprio nelle aziende agricole, zootecniche e della trasformazione il primo e più importante anello”, ha concluso Carrabba.

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Vittorio Feola rassegna le dimissioni da Presidente della Coldiretti di Orta Nova: “Non sono uno Yes Man”

In seguito alle dimissioni del nostro presidente provinciale Dott. Giuseppe De Filippo, persona a cui va la mia più grande stima e gratitudine per il lavoro svolto, ho maturato la decisione di lasciare anche io la presidenza della Coldiretti di Orta Nova” – afferma Vittorio Feola. “Avevamo iniziato un bel percorso insieme, ma purtroppo i vertici regionali hanno dimostrato di avere altre priorità rispetto al bene della nostra agricoltura”. “Lascio la sezione di Orta Nova come la più virtuosa della provincia, soprattutto grazie alle persone che vi lavorano. Ho un difetto, non riesco ad essere uno ‘yes-man’ e allora sono costretto a lasciare, facendo una dovuta precisazione. La presidenza della Coldiretti non dà diritto ad alcun compenso quindi, in questo periodo di un anno in cui ho ricoperto questo ruolo, sono stato mosso soltanto dall’amore per la mia terra e non da alcun interesse, tanto più che economico”. “Lascio con un’altra amara considerazione” – conclude Vittorio Feola. “Contrariamente a quanto si dice, nella nostra provincia, a quanto pare l’unione non fa la forza. Ringrazio il direttore provinciale, Dott. Marino Pilati, persona sempre disponibile e preparata, a lui l’arduo compito di ricostruire la Coldiretti Foggia”.

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PSR, il coro di tutti gli agricoltori pugliesi: “Basta liti, andiamo avanti”

Sul PSR, la Regione Puglia deve andare avanti con determinazione, procedendo con le istruttorie e attivando tutte le procedure necessarie all’erogazione dei fondi”. E’ Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, a tornare su una questione vitale per gli agricoltori pugliesi. “Senza entrare nel merito di una questione annosa, che tutti sappiamo quanto si sia ingarbugliata in questi anni, chiediamo a tutte le forze politiche e ai rappresentanti istituzionali di adoperarsi affinché a ritardi non si aggiungano ritardi. Non è il momento di scagliarsi gli uni contro gli altri per motivi che agli agricoltori non interessano: lasciateci dire che, alle imprese agricole, ora interessa che i fondi disponibili siano utilizzati presto e bene”, ha aggiunto Carrabba.

IN CAPITANATA. Sulla stessa lunghezza d’onda, si è espressa nella riunione di giunta svolta il 19 febbraio la CIA Capitanata. “Alle spalle, ci lasciamo una serie di annate negative per l’agricoltura in provincia di Foggia”, hanno spiegato Nicola Cantatore e Michele Ferrandino, rispettivamente direttore e presidente provinciale dell’organizzazione in Capitanata. “I settori cerealicolo, vitivinicolo, ortofrutticolo e zootecnico necessitano di investimenti e innovazione che diano slancio e risposte per quanto riguarda redditività, innovazione e posti di lavoro.

NEL BARESE E NELLA BAT. Le gelate, gli eventi atmosferici estremi, i tanti problemi che hanno falcidiato l’agricoltura nella BAT e in provincia di Bari “hanno determinato una situazione di sofferenza rispetto alla quale i fondi del PSR, una volta concretamente erogati, possono determinare un punto di svolta”, ha dichiarato il direttore provinciale di CIA Levante, Giuseppe Creanza. “Con tutto il rispetto della campagna elettorale”, ha aggiunto il presidente provinciale Felice Ardito, “noi auspichiamo che almeno sul PSR ci sia un atteggiamento costruttivo e responsabile di tutti, al di là delle bandiere”.

AREA DUE MARI, TARANTO-BRINDISI. “Dal settore olivicolo a quelli degli agrumi e dell’uva da tavola”, ha rilevato il direttore provinciale CIA Due Mari Vito Rubino, “le province di Taranto e Brindisi sono state tra le più colpite dalla situazione di stallo del PSR, “per questo motivo è necessario ingranare la quinta sulle istruttorie”. “E’ questo che ci chiedono i nostri associati”, ha precisato il presidente provinciale Pietro De Padova. “Investimenti, innovazione e potenziamento delle filiere sono quanto mai necessari, urgenti, potenzialmente decisivi per cambiare passo e darsi un orizzonte che oggi appare asfittico e denso di difficoltà”.

NEL SALENTO. “Dobbiamo e possiamo avere la forza di guardare avanti”, ha detto Emanuela Longo, direttore provinciale di CIA Salento. “Nessuno più degli agricoltori salentini sa quanto siano stati drammatici questi anni contrassegnati dalla Xylella e dalle enormi difficoltà di uscire dal vicolo cieco della crisi dei prezzi e del valore riconosciuto al sacrificio degli imprenditori del comparto primario”. “Serve una svolta”, ha auspicato Benedetto Accogli, presidente provinciale di CIA Salento. “Ci auguriamo che tra le diverse parti ci sia un ‘patto del buon senso’ per remare tutti dalla stessa parte sul pieno dispiegamento dei fondi PSR”.

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Uva da vino, Cia Capitanata: “Nessuna riduzione della produttività”

La Capitanata è una delle aree italiane con la più alta media per ettaro di produzione delle uve da vino. C’è una discussione in atto, all’interno della filiera vitivinicola nazionale, rispetto alla necessità di ridurre le quantità di prodotte per ettaro al fine di riequilibrare il meccanismo domanda-offerta per ottenere prezzi più remunerativi. E’ una discussione utile e necessaria ma, in accordo con il 90% di tutte le componenti della filiera, CIA Agricoltori Italiani sostiene che la riduzione da concordare debba essere progressiva e non immediata, perché l’interesse prioritario da difendere è quello di favorire e non di penalizzare i produttori, la loro capacità produttiva e la programmazione della stessa”. A intervenire sulla questione, fortemente dibattuta in questi giorni anche e soprattutto a livello nazionale, è Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata. “Negli ultimi 10 anni”, ha aggiunto Michele Ferrandino, presidente provinciale dell’organizzazione per tutta l’area del Foggiano, “i nostri produttori hanno dichiarato e certificato all’Agea di aver prodotto quantità più elevate della media nazionale di uva da vino per ettaro. Si tratta di produzioni importanti non solo quantitativamente, ma anche dal punto di vista qualitativo, con una crescita rilevante di quote di mercato”. La Capitanata, in sostanza, sarebbe penalizzata se, a livello nazionale, fosse imposta tout court, senza distinzioni tra i diversi territori, una riduzione delle quantità prodotte da attuare nel giro di un solo anno. Una decisione simile, infatti, andrebbe a penalizzare i produttori vitivinicoli. “Per questo motivo”, ha spiegato Cantatore, “CIA Agricoltori Italiani e la quasi totalità delle diverse componenti la filiera vitivinicola italiana stanno decidendo, attraverso un approfondimento e un’analisi tutt’ora in corso, quali siano i migliori meccanismi da attuare progressivamente, con l’obiettivo specifico di tutelare le esigenze e gli interessi dei produttori vitivinicoli”, ha aggiunto il direttore provinciale di CIA Capitanata.

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“Riteniamo che, per ciò che attiene a questa importante questione, sia condizione inderogabile quella di trovare un’intesa concordata, ben ponderata in tutti i suoi possibili sviluppi, e soprattutto che realizzi un equilibrio capace di soddisfare tutte le componenti in gioco. Il settore vitivinicolo, in Puglia e in modo particolare in provincia di Foggia, ha fatto passi da gigante negli ultimi 20 anni. Sono cresciute e vanno consolidandosi esperienze innovative di cantine dove si è realizzato quel ricambio generazionale che, in altri settori del comparto, tarda ad affermarsi. Si tratta di un settore dove sempre maggiore è l’apporto positivo delle donne e all’interno del quale vanno sviluppandosi integrazioni con turismo e multifunzionalità. E’ anche alla luce di queste dinamiche che va ponderata qualsiasi decisione rispetto agli assetti produttivi. Noi ci siamo e crediamo che ‘fughe in avanti’ e prese di posizione ‘in solitaria’ non siano la strada giusta per centrare quegli obiettivi di redditività e sviluppo che sono condizione irrinunciabile di una crescita di tutto il settore vitivincolo”, ha concluso il presidente provinciale di Cia Capitanata Michele Ferrandino.