Stornarella sbarca al Fico di Bologna, esposizione gratuita per gli operatori del settore agroalimentare

L’Amministrazione Comunale di Stornarella darà l’opportunità alle aziende locali del settore agroalimentare di partecipare alla Fabbrica Italiana Contadina di Bologna. Gli operatori che daranno la disponibilità, sabato 7 dicembre dalle 10:00 alle 23:00, avranno a disposizione uno spazio espositivo gratuito dove poter presentare i propri prodotti. L’area situata nell’ex Centro agroalimentare del capoluogo emiliano rappresenta uno dei parchi tematici, dedicati al settore agroalimentare e alla gastronomia, più grandi al mondo. Dopo i primi sei mesi dall’apertura, nel maggio 2018, FICO ha registrato 1,5 milioni di visitatori e un fatturato di 25,9 milioni di euro. Bel colpo per la cittadina dei cinque Reali siti che avrà la possibilità di svolgere attività di promozione e racconto del proprio territorio in una vetrina di livello internazionale.

Comunicato stampa

17 88 della Domus Hortae, il nero di troia “ortese” premiato con la medaglia d’oro al concorso internazionale delle Città del Vino

Grande successo al XVIII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino (International Wine City Challenge) per il nero di troia 1788, un vino del nostro territorio sarà premiato il prossimo lunedì 24 giugno. La Domus Hortae è l’azienda a conduzione familiare della famiglia Fioretti, impegnata da sempre nella coltivazione di vigneti, che cura con massima dedizione e passione da secoli. La storia d’amore della famiglia Fioretti per la propria terra ha radici lontane: Domus Hortae è il nome storico della residenza della famiglia Fioretti, che coltiva la vigna sin dal 1788. Dopo oltre due secoli di appassionata coltivazione della vite, finalizzata alla vendita di uva, abbiamo iniziato circa dieci anni fa, a produrre vino e finalmente, da circa due anni, ad imbottigliarlo ed etichettarlo con il nostro marchio.
I nostri tratti distintivi sono:
– il grande amore per la nostra terra;
– l’estrema attenzione nella cura dei vigneti e nel processo di lavorazione dell’uva in cantina;
– la massima valorizzazione del nostro territorio e delle tradizioni vitivinicole locali.

Le mie conoscenze della storia del territorio e della comunicazione e marketing, e gli studi agronomici di mio marito Pino Fioretti, oltre all’esperienza maturata come Manager di una multinazionale, hanno permesso d’impostare la gestione della nostra azienda con moderno spirito imprenditoriale e competenze agronomiche ed enologiche specifiche. Il tutto con il fine di raggiungere alti standard qualitativi nella coltivazione e conduzione della vite, implementando ciò che l’antica tradizione di una famiglia ci ha lasciato. Il nero di troia 17 88 è uno dei frutti che viene fuori da questo lungo processo. Un prodotto che riprende metodi di coltivazione e vinificazione presenti nel nostro territorio fino a qualche decennio fa. Appassimento delle uve ed affinamento in barrique di rovere francese per 12 mesi sono la base per un prodotto che dona lustro al nostro territorio. Grazie all’eccellente lavoro lungimirante, portato avanti non solo da parte nostra, ma anche da altre aziende del nostro territorio, posso affermare che un’inversione di tendenza sta avvenendo. Questo premio è l’evidenza che i prodotti vitivinicoli del nostro territorio sono ormai alla pari di altri provenienti da territori che detengono da anni il predominio commerciale sia in campo nazionale che internazionale. Ad Majora Orta Nova!

Comunicato stampa

Il pomodoro ortese protagonista della prima Blockchain italiana del “pelato in rete”

C’è un’agricoltura che non si arrende, dei produttori, quasi tutti ortesi, che guardano al futuro facendo sistema e soprattutto valorizzando i propri prodotti, investendo sulla qualità e sulla certezza della provenienza, il pomodoro ortese sarà protagonista della prima Blockchain italiana del pelato in rete. Questa mattina presso la Camera di Commercio di Foggia sara’ presentata l’iniziativa, promossa dalla Fondazione Felice Chirò, che attraverso il progetto “Pelato in Rete”, vedrà protagonisti diversi produttori ortesi, che attraverso questa iniziativa punteranno sulla tecnologia applicata all’agricoltura, che attraverso un QR Code garantirà la tracciabilità dei prodotti. Un progetto che mira, attraverso la tecnologia blockchain, a registrare in modo indelebile, sequenziale e condivisibile ogni passaggio della filiera del prodotto: lotta contro lo sfruttamento del lavoro, filtro tra il vero «Made in Italy» e il falso, l’intera storia della filiera del pomodoro pelato, tracciabilità, il miglior posizionamento nei mercati, il contrasto al fenomeno dell’“italian sounding”. Con il QR code il consumatore finale può venire a conoscenza di informazioni certificate, una speranza in più per un comparto che dimostra di volersi mettere in gioco, in un mercato globalizzato, dove le opportunità possono superare i rischi di una competitività spesso priva di regole.

Il grido d’allarme di un coltivatore: “Prezzo del carciofo al limite della sopravvivenza”

Scrivo dalla provincia di Foggia, precisamente dal basso tavoliere. Zona in cui predilige la coltivazione di carciofo, vorrei tanto scrivervi per raccontarvi la bella vita degli agricoltori, ma non è così. Tra furti, gelate e grandinate improvvise, le campagne con i loro produttori, stanno vivendo un periodo indescrivibile, al limite della sopravvivenza. Oggi, 6 maggio 2019, la situazione prezzi carciofo varietà violetto da industria è decisamente penosa è vergognosa. Relativamente alla qualità i prezzi sono così definiti:
0,035 cent di euro per capolino con uno scarto pari o superiore al 5%.
Per quanto riguarda le varietà ibride si parla di un vero e proprio abbandono dei campi, con i prezzi così bassi non si riesce a coprire neanche la raccolta. Senza alcun controllo,da parte delle associazioni di categoria. Passate il mio sfogo ed il mio grido d’allarme,qualcuno in questo comparto ingrassa la propria pancia, ma non certo chi produce, non certo chi oltre al prezzo penoso ha visto portarsi via altri raccolti da gelate invernali ed improvvise grandinate. Si aggiunge a questo forte declino,il vasto problema dei furti di macchine agricole, furto di gasolio per utilizzo agricolo e tutto ciò che si rende utile ed indispensabile per ogni azienda. La realtà di Orta Nova, è ben diversa da quella che si potrebbe pensare vedendo dal proprio finestrino interi campi di carciofi, distese di ortaggi e verdi campi di grano. Passatemi il triste paragone, nel terzo mondo da anni si continua a prelevare petrolio, ricchezza assoluta penserete, ma negli stessi posti da anni si soffre la fame e la sete. Le ricchezze del suolo o sottosuolo non sempre sono fonti di sussistenza. Continuerò ad annunciare in tutti i modi questo forte dissapore, appartengo ad una famiglia di agricoltori da generazioni, e non resterò a guardare come questo comparto sia frantumato senza nessun disaccordo da parte di chi ha tutte le carte in regola per denunciare ciò che accade. Vi ringrazio e spero presto potrò rispondere alle vostre domande con dati concreti della netta ripresa.
Giuseppe Bracone

La Coldiretti in marcia verso Roma, martedì gli agricoltori al Ministero per difendere il Made in Italy

Dopo l’approvazione della Manovra sono gli agricoltori i primi a scendere in piazza nella Capitale per denunciare gli errori regionali e l’assenza nella legge di stabilità delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, a partire dalla Puglia, con il dimezzamento della produzione nazionale di olio di oliva che ha messo in ginocchio il settore. L’appuntamento degli agricoltori provenienti da diverse regioni italiane è per martedì 8 gennaio dalle ore 9,30 a Roma in via XX Settembre 20 davanti Ministero delle Politiche Agricole dove è previsto l’incontro di una delegazione guidata dal presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini con il Ministro Gian Marco Centinaio per affrontare l’emergenza, con l’ “opportuno confronto con i corpi sociali” sollecitato dallo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno. Si tratta di difendere il prodotto simbolo della dieta mediterranea di fronte ad una crisi storica che va affrontata responsabilmente con interventi straordinari a livello regionale e nazionale, come dimostra lo studio “Salvaolio” della Coldiretti che sarà presentato nell’occasione. Dalla inarrestabile strage provocata dalla Xylella alle contraffazioni, dall’invasione di olio straniero a dazio zero al falso Made in Italy fino ai cambiamenti climatici e gli effetti dei disastrosi eventi estremi, come le pesanti gelate che hanno azzerato la produzione olivicola pugliese, sono alcune delle criticità da affrontare per salvare un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l’economia e l’occupazione che vede impegnate oltre 400mila aziende agricole.

Comunicato stampa
Federazione Regionale Coldiretti Puglia

Scendono in piazza i Gillet Arancioni, lunedì a Bari la marcia degli agricoltori contro Governo e Regione

Gillet arancioni, foto da Coratoviva

Seguendo il movimento popolare che ha portato per strada migliaia di cittadini in Francia, anche gli agricoltori pugliesi si preparano ad indossare un gillet. Il colore della protesta questa volta però sarà l’arancione, con i produttori agricoli che si recheranno lunedì prossimo a Bari per protestare davanti alla Prefettura, in difesa di una categoria, che a detta degli stessi, è stata dimenticata da Governo e Regione. Al movimento popolare si sono unite le sigle Agci, Associazione frantoiani di Puglia, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Copagri, Italia Olivicola, Legacoop, Movimento Nazionale Agricoltura e Unapol. Non aderisce invece alla protesta la Coldiretti, che dal canto suo ha fatto sapere di aver già scioperato a Bari lo scorso 31 Dicembre, mentre si prepara a scendere in piazza a Roma martedì prossimo davanti al Ministero. Tra le contestazioni mosse la mancanza di misure atte a difendere il Made in Italy, ed a difendere un settore messo in ginocchio dalla Xylella, dai cambiamenti climatici e da un PSR fermo. Nella giornata di lunedì potrebbero quindi registrarsi dei disagi sulle strade, con gli agricoltori pronti a mettersi in marcia alla volta di Bari, in difesa di un settore troppo spesso dimenticato dalla politica.