Orta Nova, i dipendenti SIA incrociano le braccia davanti al comune, da quattro mesi non percepiscono lo stipendio

Da questa mattina i dipendenti SIA di Orta Nova e Carapelle incrociano le braccia per denunciare la grave situazione che stanno vivendo da diversi mesi. Da oltre quattro mesi infatti, gli stessi non percepiscono lo stipendio, una situazione che aggrava ulteriormente le già difficili condizioni lavorative, dovendo fronteggiare l’assenza di misure di sicurezza con mezzi e vestiario inadeguato per fronteggiare la raccolta dei rifiuti. I dipendenti SIA inoltre denunciano le condizioni con la quale la Tecneco gestisce la raccolta in via straordinaria. Lo stato di agitazione avrebbe però in mattinata portato i primi frutti, alcuni comuni avrebbero infatti saldato le fatture emesse dall’azienda cerignolana, che nel frattempo opera in concordato di continuità aziendale, una misura decisa proprio per garantire ai lavoratori di poter percepire gli stipendi, nel pomeriggio inoltre è convocata la giunta comunale di Orta Nova, che dovrebbe deliberare il saldo delle fatture impagate. Nel frattempo diversi cittadini stanno manifestando solidarietà nei confronti dei lavoratori, in attesa di capire quale sarà il futuro di SIA e soprattutto di veder riconoscere ai lavoratori il diritto alla retribuzione, ed ai cittadini quello relativo ad una raccolta dei rifiuti che al momento vede la città ai limiti dell’emergenza sanitaria.

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Orta Nova, zona PIP ancora al palo, proprietari dei lotti in attesa di forniture di energia, acqua e gas

Che la nuova zona industriale fosse stata accolta con non pochi dubbi dalla cittadinanza di Orta Nova è cosa ormai risaputa, dubbi che negli anni sono stati poi confermati dal basso numero di acquisizioni di suoli, rispetto ad una area che a distanza di dodici anni dalla sua realizzazione, conta al momento meno della metà delle aree disponibili vendute. Rispetto alla prima zona industriale, che conta lotti venduti al 70%, l’acquisto in diritto di proprietà sembrava offrire all’imprenditoria locale un vantaggio rispetto al diritto di superficie proposto con la prima zona industriale. Lo scoglio da superare in un primo momento, era però relativo all’urbanizzazione dell’area, non prevista in fase iniziale, ma realizzata quattro anni fa, grazie ai 3 milioni di euro ottenuti dall’allora giunta Calvio, sbloccati poi in seguito al ricorso al TAR, che aveva bloccato per quasi un anno quella somma. Al momento però diversi proprietari dei lotti lamentano che a distanza di tre anni dall’acquisto del suolo, ad oggi le domande di fornitura delle utenze non avrebbero ancora ottenuto risposta, rendendo così impossibile l’avvio dell’attività produttiva. I proprietari hanno così chiesto maggiori informazioni ai fornitori di energia elettrica, gas metano e all’acquedotto, ma gli stessi avrebbero evidenziato come la mancanza di risposte in tal senso, sarebbe di fatto imputabile al comune. Nel frattempo la zona produttiva risulta ancora improduttiva, anzi a volte addirittura inefficiente, come nel caso delle condutture esplose lo scorso 9 Marzo. La speranza è che almeno chi ha investito in quell’area possa essere messo al più presto nelle condizioni di poter lavorare, diversamente anche altri potenziali acquirenti, potrebbero essere scoraggiati in un potenziale investimento, confermando così i dubbi espressi inizialmente da gran parte della popolazione ortese.

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Orta Nova, lutto cittadino per i funerali di Michele Di Meo e della piccola Swami

Visto il grave dolore che ha colpito la nostra Comunità, il Sindaco e l’Amministrazione comunale indicono per domani, 19 luglio, a partire dalle ore 10:00 e per tutta la durata delle esequie che si terranno presso la Chiesa del “SS. Crocifisso”, il LUTTO CITTADINO. Si invitano la cittadinanza e le attività commerciali a partecipare al momento di cordoglio, evitando comportamenti che contrastino con lo spirito del momento.

Comunicato stampa

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Crisi SIA, insorgono i dipendenti: “Dai sindaci solo comunicati, ad oggi siamo senza stipendio”

Pagati gli stipendi ai lavoratori di Sia, a nostra insaputa! Ad oggi, 10 luglio 2018 nonostante i soliti annunci via social nessuna mensilità è stata corrisposta. Ma oltre al danno si aggiunge la beffa essendo stata attivata la procedura del “concordato preventivo in continuità”, le mensilità relative a maggio e giugno, oltre a quella aggiuntiva, non potranno essere erogate se non su disposizione del giudice che curerà la procedura stessa. In sostanza: si pensa dare “continuità” a Sia destinando risorse finanziarie a ditte esterne. Quattro riunioni in Prefettura, un’emergenza ambientale drammatica, non hanno sorbito alcun effetto: nove sindaci che giocano a colpi di comunicati e non affrontane il problema reale: quante risorse occorrono per garantire servizi. Che siano garantiti da Sia o da altra società pubblica, così come previsto negli svariati incontri collegiali, il problema rimane sempre lo stesso: occorrono più risorse. I sindaci sono disposti realmente garantirle? Perché solo così e non con le chiacchiere si garantisce il decoro della città e l’igiene urbana. Solo così si prevengono nuove emergenze ambientali. Solo così si salvano posti di lavoro e se ne garantiscono di nuovi. Se Sia non avrà disposizione immediatamente risorse sufficienti e se i comuni, quindi, non adegueranno i contratti di servizio e il loro rigoroso rispetto, nulla di ciò potrà essere garantito. Questa è la sola e unica prospettiva. Questa la sola e unica verità. È inaccettabile che alcuni comuni continuino ad affidare tutti servizi a ditte private, sottraendo risorse a Sia. È inaccettabile e illegale e non saranno certo le “ordinanze sindacali” a nascondere questa realtà. Non è un problema di 300 lavoratori è un problema che riguarda 150.000 cittadini.

Comunicato stampa

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