Stornara, fermato malvivente dopo un inseguimento. Le immagini dell’accaduto

Scena da film tra le campagne di Cerignola: un uomo che fugge in auto, un elicottero e una “gazzella” dei Carabinieri che lo inseguono. Braccato dal cielo e dalla terra, abbandona l’auto e si rifugia in un’abitazione. Infine bloccato e assicurato alla giustizia. E’ accaduto nella serata di ieri tra Cerignola e Stornara, in manette Giuseppe Castriotta, 31 anni, di Orta Nova già noto alle forze dell’ordine. Risponderà dei reati di ricettazione e riciclaggio di autovetture rubate, resistenza a pubblico ufficiale e violazione di domicilio. Tutto ha avuto inizio quando da un velivolo del 6° Nucleo Elicotteri di Bari-Palese, con a bordo anche personale della Compagnia di Cerignola, i Carabinieri hanno avvistato tra la fitta vegetazione alcune autovetture. Avvicinatisi e posizionatisi proprio sopra le auto, i militari hanno allora visto darsi alla fuga un paio di persone, una delle quali a bordo di una Ford Galaxy. I Carabinieri hanno allora immediatamente allertato la Centrale Operativa, facendo convergere in zona un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile del NORM, per l’inseguimento da terra dell’autovettura. Di lì a pochi minuti, guidata dal personale in volo, che intanto stava tallonando il fuggitivo dall’alto, una “gazzella” lo ha agganciato, intimandogli inutilmente l’alt. L’uomo, invece, anziché arrestare la folle corsa, raggiunto il centro di Stornara ha tentato di far perdere le proprie tracce tra i vicoli, abbandonando poi all’improvviso l’auto per trovare rifugio all’interno di un’abitazione. Ma i militari, che sempre dall’alto avevano osservato ogni suo movimento, hanno subito potuto indicare al personale a terra il luogo dove si era nascosto il malfattore che, così raggiunto, dopo una breve colluttazione è stato bloccato e ammanettato. Ad operazione conclusa, tornati sul luogo dell’avvistamento, i sospetti degli uomini dell’Arma hanno trovato conferma. I militari hanno rinvenuto le carcasse di due autovetture, risultate poi provento di furto, una VW Golf intestata ad una società di leasing, e una Opel Corsa asportata a Martina Franca in quella stessa mattinata, oltre a tutta l’attrezzatura per lo smontaggio delle stesse auto e un apparecchio “jammer”, utile per inibire i sistemi di radiolocalizzazione. Castriotta, su disposizione del Pubblico Ministero, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, mentre proseguono ora le attività per individuare il complice.

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Cronaca

Scoperte nelle campagne di Cerignola auto rubate, una proveniente da Orta Nova

Un auto ritrovata nelle campagne

Scoperta a Cerignola una nuova base per il riciclaggio di auto rubate. In località Lagnano gli Agenti della Polizia di Stato hanno fermato e arrestato Matteo D’Angelo, 28 anni. E’ stata una segnalazione pervenuta alla Sala Operativa ad allertare una volante. Sul posto gli agenti hanno sorpreso tre uomini e alcuni veicoli smontati. Tutti e tre si sono dati alla fuga, uno a bordo di una moto, mentre altri due a bordo di una ‘ancia Lybra. Un guasto al motore ha costretto il conducente dell’auto a fermare il mezzo mentre il passeggero è scappato nei campi, l’uomo alla guida è stato bloccato dai poliziotti. Sul posto adibito allo smontaggio delle auto rubate, gli agenti hanno trovato una Peugeot 508 di colore bianco ormai priva dell’intera parte anteriore che era stata tagliata. Risultava inoltre priva di porte, cofani, ruote, rivestimenti interni, propulsore e componenti meccanici complessi quali sospensioni e simili. L’autovettura, da successivi riscontri ed abbinamenti, è risultata essere stata rubata ad Orta Nova Le targhe del veicolo sono state rinvenute a pezzi, tra i materiali distrutti che sono stati fatti scivolare lungo le fondamenta di un casolare abbandonato. Davanti alla Peugeot vi era anche il furgone con targhe di nazionalità bulgare, precedentemente utilizzato per speronare l’autovettura di polizia, carico di tutti i componenti di cui la Peugeot era stata privata. Dopo le formalità di rito D’Angelo è stato condotto nella Casa Circondariale di Foggia a disposizione dell’A.G. Proseguono le indagini per l’identificazione dei due complici fuggiti.

Cronaca

Stornara, denunciato 29enne per ricettazione, ritrovati in un box cinque mezzi rubati

Servizio straordinario di controllo del territorio operato dai Carabinieri della Compagnia di Cerignola, che nei vari controlli hanno tratto in arresto tre persone, di cui una in flagranza di reato e due in esecuzione di specifici provvedimenti del Giudice, denunciandone una quarta per ricettazione. Il primo a finire in manette è stato un 54enne, ristretto ai domiciliari per reati contro il patrimonio, che è stato sorpreso dai militari dell’Aliquota Radiomobile del NORM all’esterno della propria abitazione. Accusato, quindi, di evasione, è stato rinchiuso nel carcere di Foggia. I militari hanno denunciato un ragazzo di 29 anni, di Stornara. L’uomo, già noto alle Forze dell’ordine, è stato trovato in possesso di cinque mezzi, risultati tutti rubati, che conservava all’interno di un box preso in affitto a Cerignola. Si tratta di un motociclo asportato ad Ancona, un trattore agricolo asportato a Santeramo in Colle e tre furgoni rubati a Mola di Bari, Melfi e Sant’Arcangelo di Romagna. Tutti i mezzi, ancora integri, saranno restituiti ai legittimi proprietari. Il ragazzo, con numerosi precedenti specifici, è stato deferito in stato di irreperibilità per il reato di ricettazione. A Trinitapoli e Margherita di Savoia, invece, i Carabinieri delle locali Stazioni hanno eseguito due ordini di carcerazione a carico, rispettivamente, di un 31enne e un 38enne entrambi pregiudicati. Il primo, condannato per reati riferiti allo spaccio di sostanze stupefacenti, sconterà la pena di 2 anni e 11 mesi di reclusione, il secondo, condannato invece per furto, ricettazione e rapina, sconterà la pena di 5 anni di reclusione. Entrambi, una volta catturati, espletate le formalità di rito, sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Foggia. Sempre gli uomini della Stazione di Margherita di Savoia, infine, hanno rinvenuto e sequestrato a carico di ignoti 16 dosi di marijuana, del peso complessivo di circa 21 grammi, nascosta lungo una strada nei pressi delle abitazioni di alcuni pregiudicati. Sono in corso accertamenti per verificare il loro coinvolgimento o meno nel possesso dello stupefacente.

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Cronaca

Arrestata banda di dieci persone per assalti ai bancomat, in manette anche un ortese ed uno stornarese

Un arresto, foto di repertorio

A seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Teramo ed espletate in modo encomiabile dal Comando Provinciale Carabinieri di Teramo – Nucleo Investigativo sono stati emessi dal GIP di Teramo dieci misure custodiali nei confronti di esponenti della criminalità della provincia di Foggia per i reati di associazione per delinquere finalizzata a furti in danno di bancomat, detenzione e porto in luogo pubblico di materiale esplodente, furto aggravato ai danni
di bancomat e di targhe di autovetture, danneggiamento aggravato degli stabili dove sono state compiute le azioni delittuose ed attentato alla sicurezza dei trasporti. Dal 2017 la Provincia di Teramo è stata interessata da una serie di furti a Bancomat messi a segno con l’utilizzo di manufatti esplodenti (comunemente conosciuti con l’appellativo di “marmotta”). Le indagini svolte consentivano di delineare l’esistenza di un sodalizio criminale stabilmente associato ed organizzato, dedito ad azioni delinquenziali e responsabile degli assalti agli istituti di credito, per lo più appartenenti al Gruppo “Banca Popolare di Bari” – ex Tercas, composto da soggetti di origine e dimoranti nella Provincia di Foggia. Gli stessi, agendo quali “trasferisti”, giungevano in questa Provincia per rimanervi il tempo strettamente necessario per il compimento dell’azione delittuosa, per poi ripartire immediatamente dopo. A capo del sodalizio veniva identificato un pregiudicato, le cui funzioni apicali consistevano nell’organizzare e nel promuovere gli assalti agli sportelli ATM Bancomat nella Provincia di Teramo e di altre località del territorio nazionale, procurando i mezzi di trasporto e cellulari e/o schede telefoniche spesso attivate a ridosso dei “colpi”, essendo titolare di un negozio di telefonia corrente in Orta Nova (FG). Il predetto indagato manteneva i contatti con i sodali-basisti dimoranti nelle località dove programmavano l’assalto. Questi, partecipavano a tutte le fasi preparatorie e propedeutiche al colpo, dai dettagliati sopralluoghi all’appoggio logistico della batteria che saliva per effettuare l’assalto, facendo spesso anche “da vedetta” e “staffetta” nel corso degli assalti. Le investigazioni permettevano di accertare che una buona parte degli illeciti ricavi delle attività criminali venivano destinati a sostenere le spese legali di eventuali sodali arrestati, gli oneri derivanti dai sequestri dei veicoli ed a fornire sostegno ai relativi famigliari. Per la Provincia di Teramo, il ruolo di “basisti” veniva ricoperto da due soggetti (padre e figlio), rispettivamente cognato e nipote del capo dell’organizzazione, entrambi residenti in Tortoreto. Le indagini consentivano di ottenere i seguenti riscontri: Il 15.10.2017, in Tortoreto, personale del NORM di Alba Adriatica individuava una autovettura VOLVO V70, parcata in una strada periferica. Il mezzo, che aveva applicata nella parte anteriore una targa rubata poco prima in Alba Adriatica ed all’interno del bagagliaio dell’ autovettura, veniva rinvenuto vario materiale utilizzabile per gli assalti ai bancomat quali un congegno esplosivo comunemente denominato “marmotta”, un manufatto in ferro da utilizzare quale “ariete”, piedi di porco, passamontagna, guanti ed altro. Il 12 dicembre 2017, nel territorio della Compagnia Carabinieri di Vasto, il locale comando Arma su indicazione di personale del Nucleo Investigativo di Teramo, traeva in arresto tre persone che, controllate all’uscita autostradale A/14 Vasto Nord a bordo di Audi A3, venivano trovate in possesso di un ordigno esplosivo artigianale denominato “marmotta”, di passamontagna, di 10 kg. di chiodi a tre punte, di un ariete a forma di parallelepipedo e di strumenti per effrazione. In data 18 dicembre 2017 venivano captate comunicazioni telefoniche da cui emergeva un possibile furto da perpetrare nella provincia Barletta-Andria-Trani. Venivano avvisate le Compagnie Carabinieri interessate e, alle ore 03.00, presso l’agenzia Banca Credem sita in Barletta Via Renato Colletta, due soggetti lì giunti a bordo di un furgone bianco tentavano di forzare il Bancomat, atto propedeutico all’inserimento della marmotta all’interno del dispositivo erogatore di denaro, dandosi poi alla fuga per l’arrivo di Carabinieri del locale Comando Arma, già allertato dal personale del dipendente Nucleo Investigativo. Complessivamente dal gennaio 2017 in questa Provincia si sono registrati 16 episodi (di cui 4
tentati) di furti in danno di bancomat posti in essere con lo stesso modus operandi.
Al sodalizio, allo stato, sono stati attribuiti ben 9 delle azioni delittuose commesse, di cui 5 in Provincia di Teramo:
• Agenzia BNL di Sant’Egidio alla Vibrata del 05.07.2017 (importo sottratto € 30.000,00);
• Agenzia BPB ex Tercas di Sant’Omero del 27.07.2017 (importo sottratto € 14.000,00);
• Agenzia BPB ex Tercas di Mosciano Sant’Angelo del 23.08.2017 (tentata);
• Agenzia BPB ex Tercas di Sant’Egidio alla Vibrata del 09.09.2017(importo sottratto €
50.000,00);
• Agenzia BPB ex Tercas di Colonnella del 26.09.2017 (importo sottratto € 16.000,00);
nonché 4 episodi fuori provincia di seguito indicate:
• Agenzia BNL di Pagliare del Tronto (AP) 13.08.2017 (importo sottratto € 95.000,00);
• Agenzia Montepaschi di Siena di Galleno Castelfranco di Sotto (PI) del 01.09.2017 (importo
sottratto € 22.000,00);
• Agenzia Cassa di Risparmio di Firenze Santa Croce sull’Arno (FI) 01.09.2017 (tentata);
• Agenzia Credem di Barletta 18.12.2017 (tentata).
Dopo aver ricevuto la refertazione da parte del dipendente Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Teramo, la Procura della Repubblica di Teramo depositava al locale
Ufficio GIP la richiesta di provvedimenti cautelari nei confronti degli appartenenti alla descritta compagine criminale ed in data 30 aprile 2018 il G.I.P. presso il Tribunale di Teramo emetteva un’ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti di dieci soggetti aderenti alla pericolosa associazione delinquenziale.

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Arrestati due marocchini residenti a Stornara per furto di pannelli fotovoltaici

Un arresto, foto di repertorio

A Cerignola due cittadini di nazionalità marocchina, di 39 e 35 anni, sono stati arrestati  per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Entrambi già noti alle forze dell’ordine, sono residenti a Stornara. Erano le 4.30 circa del mattino, quando gli uomini dell’Aliquota Radiomobile, in servizio di pattugliamento lungo la provinciale che da Cerignola porta a Canosa di Puglia, hanno incrociato un furgone sospetto. I Carabinieri hanno intimato l’alt al mezzo che, invece di arrestare la corsa, ha accelerato, tentando di dileguarsi. Ne è quindi nato un inseguimento durante il quale l’autista del mezzo in fuga ha tentato più volte di speronare e lanciare fuori strada l’auto militare. I due uomini hanno arrestato il mezzo e hanno tentato la fuga a piedi ma sono stati fermati e arrestati.  Nel furgone i due marocchini trasportavano un tesoretto di pannelli fotovoltaici, circa 200, del valore commerciale di alcune decine di migliaia di euro. I successivi accertamenti hanno poi permesso di risalire alla proprietà dei pannelli, una società, con sede a Milano, che proprio a Cerignola ha un impianto fotovoltaico. I pannelli sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari, mentre i due delinquenti sono stati rinchiusi nel carcere di Foggia.

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Stornara, ritrovato un kalashnikov in un casale abbandonato

Una scoperta che pone non pochi interrogativi agli investigatori dell’Arma quella effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Cerignola all’interno di un’abitazione abbandonata e ormai fatiscente di Stornara, dove nel pomeriggio di ieri i militari hanno rinvenuto un fucile d’assalto “kalashnikov” AK-47 perfettamente funzionante e ben oliato, 70 cartucce cal. 7,62, due ricetrasmittenti, 3 giubbotti antiproiettile e una sega circolare a scoppio, verosimilmente di provenienza delittuosa. Insomma, tutto ciò che normalmente viene usato dalle varie bande presenti sul territorio di Cerignola e comuni limitrofi per assaltare furgoni portavalori e caveaux. I Carabinieri, dopo aver acquisito una circostanziata notizia circa la presenza di tutto quanto poi effettivamente rinvenuto e posto sotto sequestro a carico di ignoti, hanno deciso di fare una verifica all’interno dell’immobile. Ed effettivamente l’arma, con il relativo munizionamento, è stata trovata ben nascosta all’interno di una tapparella, mentre tutto il restante materiale è stato trovato all’interno di una botola posta nell’area antistante l’immobile. Tutto quanto sequestrato verrà immediatamente inviato al R.I.S. di Roma per gli accertamenti tecnici, in particolare per accertarne l’utilizzo o meno in azioni delittuose.

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