Orta Nova, domenica prossima Ettore Bassi nei panni di Angelo Vassallo, il sindaco Pescatore

Ettore Bassi

Appuntamento con il teatro domenica 11 Marzo presso l’auditorium dell’Istituto Suore di San Tarcisio, dove l’APS Fatima propone il monologo di Ettore Bassi che interpreterà Angelo Vassallo, il sindaco Pescatore. Lo spettacolo è tratto dal’omonimo libro di Dario Vassallo che ripercorre la vita e le vicende del sindaco di Pollica. Vassallo è stato sindaco per tre mandati dal 1995 al 2010, ambientalista convinto e amato dai suoi concittadini, grazie a lui la dieta mediterranea è diventata patrimonio dell’Unesco. Esempio di rigore nel rispetto della legge, la sera del 5 settembre 2010 venne ucciso, ma i suoi assassini sono ancora oggi ignoti. Con Ettore Bassi sul palco dieci ragazzi ortesi, in uno spettacolo con i testi di Edoardo Erba e la regia di Enrico Maria Lamanna. Per info e prenotazioni è possibile contattare il 338.2799342.

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Cultura

Personale di Angelo Accardi a Foggia, Contemporanea Galleria d’Arte a cura di Giuseppe Benvenuto

Un’opera di Giuseppe Accardi

Parlare contemporaneo è una via difficile, voler sfidare nel gioco stili, epoche e storie diverse sembra un’alchimia impossibile. Angelo Accardi ha trovato la via, la chimica che relaziona materiali, tecniche e vita. Lo scherzo, l’ironico fare che materializza struzzi e elementi destabilizzanti è rincorrere e rincorrersi nei significati. Misplaced e poi Blend, Accardi complica apparentemente la vita ad uno spettatore offrendogli stupore, non quella sensazione che spinge a volgere altrove lo sguardo, ma la materia viva della chiamata dell’opera che pretende di essere guardata alla ricerca del senso. Staccare gli occhi da questo gioco serissimo dove cose, fatti e persone si intrecciano spinge alla soluzione non della mancanza di un contatto delle opere tra loro e degli elementi all’interno delle composizioni, ma della verità di una materia vivente che connette come fibra ottica temi e motivi lontanissimi in apparenza se non calati nell’artista. Particelle impazzite? Assolutamente no, lucidità ipnotica del ricorrere,scherzando seriamente, alla tradizione. Ipnosi collettiva o sfuggente raffinata ricerca, cosa resta di questo gioco dell’arte se non un’estasi, un peccato mortale dei sensi, una vista colma di simboli che trabocca lussuria a formare quello che indicavamo con lo stupore, stupisce l’opera che trafigge come il dio greco di un tempo e cristallizza in un attimo infinito che sa di sogno il piacere. Scoprire Accardi è l’attesa di sapere, l’anticamera del piacere del significato. Esperienza irripetibile è poter trovare al centro di una grande metropoli o di una architettura classica uno struzzo o un altro elemento alieno. Questo struzzo, imponente animale, alter-ego non cercato, ma voluto dall’artista è la somma di una sospensione temporanea di senso lucidissima, pronta a viaggiare oltre il confine sconosciuto ai più dell’arte. Ecco, ora possiamo dirlo ancora, si parla contemporaneo. Lo struzzo cosa possa essere non possiamo dirlo con l’esattezza matematica, ma riluce il tema portante del dissenso, della forte protesta all’intero dei simboli che la storia ci consegna, con una dote inesauribile di voler osare, giocare ancora, perché il serio, la forma, la compostezza è vuota apparenza e inutile affanno. Gioca Accardi con la verità dei sensi perché vedo cose che non potrei o dovrei vedere, non osiamo immaginare uno struzzo, per noi la mimica di chi alza la testa da sotto la terra contro tutto e tutti, o un rinoceronte, il custode dei simboli, cromaticamente vario, plasticamente massiccio, incredibile sotto la fredda logica della vista. Sporcare la storia la depura come ci depura una tisana dalla pesantezza dell’autorità metafisica della storia dell’arte e ci permette di parlare. Torniamo a questo dialogo, Accardi fa questo, mescola prima in Misplaced e poi in Blend elementi, schegge folli come frame di pellicole famose che hanno colpito il suo immaginario, la scultura di Giacometti che sosta sulla testa di un Ercole Farnese, mentre un Homer Simpson fa capolino assieme ai Minions. Non è follia della licenza poetica, non è un delirio del gusto, ma la materia di un inconscio che galleggia e vuole vivere nonostante tutto e che si emoziona stupendosi, origine dello stupore del fruitore. Vivere come un fanciullo che alla prima esperienza vede il mondo e sa di poterlo modificare perché ancora non gli hanno insegnato a stare fermo, immobile mentre il tempo scorre perché scomodo per una società fredda e immobile. Un mondo in cui la solitudine e il freddo dello spirito convergono a minare le basi della solidità sociale, della spontaneità e della gratuità della relazione, del bello dello stare insieme, un mondo liquido, spento, un posto dove la luce filtra e che Accardi trasforma nell’angoscia, meglio, nell’attesa di un qualcosa di imminente che poi accade. Cosa accade? Uno struzzo non è una figura ingenua e non è un animale e basta, ma la sconvolgente verità della deriva, della frammentazione e dell’assenza. Una mancanza, potrebbe essere l’elemento di disturbo in una società addormentata, anestetizzata, alla deriva concettuale e spirituale. Accardi, gioca, lo fa con serietà, lo fa sapientemente e giocando mette in luce, coi cromatismi, coi simboli, coi riferimenti storici, con la faccia familiare di Homer Simpson e con la brillante trovata dell’arte che guarda se stessa, che si giudica oggi di fronte alla storia e a un presente non più attuale perché attualità è vita di significato. Questa stessa vita, questa realtà Accardi la pone cruda come l’odore della pioggia prima che il cielo rovesci. Si percepisce nell’aria un profumo nuovo, nelle opere questo profumo di pioggia imminente cavalca i simboli dell’arte entrando come attesa di qualcosa nell’animo umano. Accardi non è solo questa tensione che pure c’è, ma è anche la forma familiare e fanciullesca della scoperta, l’unica cosa in grado di trasmettere il brivido del vivere contro i neri cieli di questo mondo dal significato precotto e decadente. Lo struzzo che alza la testa dalla terra correndo non so dove è come un eroe di un romanzo, un Peter Pan che contro il vecchio capitano vanta freschezza e la capacità di volare. Peter Pan volava da Wendy avendo in sé un pensiero felice, chi guarda un’opera di Accardi vola oltre l’orizzonte di un senso già dato, di là del freddo esistere. Non teme Accardi di accostare i Simpsons o i Minions alla grande tradizione perché c’è il piacere estetico di una ricerca di nuovo, ancora, di una tensione che lo spettatore avverte forte come lussuria nella testa che da razionale e fredda vorrebbe solo spiccare il volo oltre il muro dei significati già dati. L’esperienza sensoriale delle opere di Accardi è uno stimolo fortissimo ad andare oltre e a non aver paura di elaborare i contenuti del passato perché vivere è raccontare qualcosa di noi a chi è altro da noi. Riuscitissimo viaggio cerebrale della materia dell’arte.

Dottor Giuseppe Marrone – Critico d’arte – Società Filosofica Italiana

Cultura

Trentacinque quadri di Renato Guttuso in mostra da oggi a Foggia 

Giuseppe Benvenuto in una mostra di Guttuso

Trentacinque opere di Renato Guttuso saranno in mostra a Foggia dal 13 gennaio al 4 febbraio, presso la “Contemporanea Galleria d’Arte” di Giuseppe Benvenuto. La personale, realizzata in collaborazione con la Galleria di Stanislao De Bonis di Reggio Emilia, raccoglie opere appartenenti a tutte le fasi dell’artista, dagli anni ’30 agli anni ’80. L’inaugurazione si terrà sabato 13 gennaio, alle 18.00, nella stessa sede, con l’intervento dei critici Gianfranco Terzo e Giuseppe Marrone alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, e del presidente del Consiglio comunale di Foggia, Luigi Miranda. Renato Guttuso è un artista in aperto confronto con l’epoca in cui visse – sottolinea in una nota critica Giuseppe Marrone – e rimane impossibile poter cercare di limitare la potenzialità critica in una griglia che non tenga conto della complessità di un uomo che di questo confronto nutre il proprio senso morale esistenziale. La vita e la produzione artistica, assieme alle visioni ideologiche, sono un tutt’uno che si apre sul piano formale di contrasti necessari a fissare l’estensione della sua dimensione estetica. Guttuso sposa inizialmente un fauvismo coloratissimo, piano ed espressivo che ricorda Van Gogh e Sautine, per scegliere una dimensione spaziale più costruita, un colore “sonoro” e una disposizione complessa dove i piani si intrecciano a costruire “rifrazioni prismatiche” immerse in una prospettiva non tradizionale. Nel secondo dopoguerra, memore della propria giovinezza siciliana, e tenendo presente il proprio impegno politico, aderisce alla definizione di arte dell’Internazionale comunista del ’48, che dichiara stile della rivoluzione il realismo socialista, che pure non annienta l’inquietudine della ricerca che si muove tra astrattismo e realismo”. “Guttuso è stato prima di tutto passione per la politica e per i luoghi – afferma Gianfranco Terzo -, per quei tetti di Roma, squadrati ed asimmetrici, colmi di vita e di sentimento, contenitori di emozioni coperte e nascoste tanto da proteggere l’intimità delle case, delle vite e delle famiglie sottostanti. I luoghi di Guttuso sono gli ulivi, simbolo di forza e di temperanza, alteri ed eretti, testimoni inconsapevoli e muti del tempo e dello spazio tiranno e meschino. Ed è quella medesima forza possente degli ulivi che si ripropone allorquando diviene magmatica e annientante nelle tre persone che osservano l’Etna e il suo rosso lavico che è insieme luce e fuoco. Ma il tutto prosegue con i luoghi del lavoro caro al Maestro. Grappoli di aglio e numerosi limoni come emblema di colore, fatica e superstizione ma anche legame imperituro con la Sicilia natia, mai abbandonata. L’arte del Maestro neorealista fa risaltare i contrasti della vita e del lavoro, laddove al fiasco associa una caffettiera e al cesto unisce delle carte da gioco: l’utile e il dilettevole in una immagine sola, prorompente e simbolica”. Tra le opere che saranno presentate alla mostra spiccano alcuni lavori in olio su tela come la “Natura morta con telefono e caffettiera” (del 1973), “Luxor” del 1959 e “Finestra con tenda rossa” del 1960, oltre ad un’opera realizzata con matita, acquarello e china su carta dal titolo  “Due volti”, del 1983,  un’opera in china e acquarello stesi a pennello su carta intelata dal titolo “I tetti di Roma, via Leonina”, del 1961, e alcuni acquerelli su carta che ripercorrono il suo viaggio in Egitto (1959). “Presenteremo una interessante rassegna dedicata al Maestro di Bagheria – dichiara Giuseppe Benvenuto – . Opere scelte, circa trenta lavori, fra cui pezzi rari e preziosi, per meglio conoscere le diverse fasi della sua ricerca e la ricchezza tematica della sua pittura. In mostra, dipinti ad olio su tela, chine, tecniche miste e matite di ogni decennio e di ogni soggetto caro all’artista: intense nature morte, figure, luoghi quotidiani e moderne scene di genere. Ampio spazio sarà dedicato non solo a studi preparatori, ma anche ad opere finite, parte di un preciso percorso di studio ed approfondimento. Buona parte della mostra sarà incentrata su una dimensione privata e intimista di Guttuso. Saranno presenti chicche e perle curiose: rarissime chine raffiguranti la moglie ritratta dall’Artista durante i loro viaggi privati e non mancheranno i famosi nudi dedicati a Marta Marzotto. Per  finire, opere della serie “La Crocifissione” ed una selezione di chine e disegni su carta, per analizzare i diversi approcci di Guttuso alla figura. Tra le opere ad olio risalta una splendida opera dedicata all’eruzione dell’Etna pubblicata sul catalogo “Fondazione Pirelli” ed un suo autoritratto”. L’esposizione sarà visitabile fino al 4 febbraio dal lunedì alla domenica, inclusi festivi, dalle 10.00 alle 13.00  e dalle 17.00 alle 20.30. L’ingresso è gratuito.Comunicato stampa 

Cultura

Sabato a Foggia l’inaugurazione della Mostra dedicata a Renato Guttuso

Un’opera di Guttuso

Giuseppe Benvenuto in collaborazione con la Galleria De Bonis propone, nello spazio espositivo della Contemporanea Galleria d’Arte a Foggia una ricca rassegna dedicata al Maestro di Bagheria. La mostra, in programma dal 13 gennaio al 4 febbraio 2018, rivisiterà la storia di Guttuso e, attraverso il suo sguardo, i cambiamenti della società italiana, della quale è stato interprete e poeta. Opere scelte, circa trenta lavori, fra cui pezzi rari e preziosi, per meglio conoscere le diverse fasi della sua ricerca e la ricchezza tematica della sua pittura. In mostra, dipinti ad olio su tela, chine, tecniche miste e matite di ogni decennio e di ogni soggetto caro all’artista: intense nature morte, figure, luoghi quotidiani e moderne scene di genere. Ampio spazio sarà dedicato non solo a studi preparatori, ma anche ad opere finite, parte di un preciso percorso di studio ed approfondimento. Buona parte della mostra sarà incentrata su una dimensione privata e intimista di Guttuso. Saranno presenti chicche e perle curiose: rarissime chine raffiguranti la moglie ritratta dall’Artista durante i loro viaggi privati e non mancheranno chiaramente i famosi nudi dedicati alla Marta. Per finire, opere della serie originale “La Crocifissione” dalla quale è stata realizzata l’opera Museale ed una selezione di chine e disegni su carta, per analizzare i diversi approcci di Guttuso alla figura. Tra le opere ad olio risalta una splendida opera dedicata all’eruzione dell’Etna pubblicata sul catalogo Fondazione Pirelli ed un suo autoritratto. L’esposizione, che sarà inaugurata sabato 13 gennaio alle ore 18,00, alla presenza dell’Assessore Regionale Leonardo Di Gioia, del Presidente del Consiglio Comunale di Foggia Luigi Miranda e dei critici Gianfranco Terzo e Giuseppe Marrone, sarà visitabile fino al 4 febbraio 2018, dal lunedì  alla domenica inclusi festivi con orario 10.00-13.00 / 17,00 – 20,30. Ancora un grande progetto artistico firmato Giuseppe Benvenuto.

Comunicato stampa

Cultura

Orta Nova, domani le celebrazioni per il decennale dell’Unitrè. Evento presso l’Istituto San Tarcisio

Annito Di Pietro in un incontro organizzato dall’Associazione L’Ortese

Domani pomeriggio alle 18:00 presso l’Auditorium dell’Istituto Suore di San Tarcisio ad Orta Nova, l’Unitre, Università delle Tre Età, celebrerà il decennale dalla sua istituzione. L’evento si aprirà con il saluto delle autorità che presenzieranno all’iniziativa, a seguire si terrà la presentazione dell’annuario Unitre ed il concerto dell’Orchestra Nova di Foggia, accompagnata dal coro Angelicum di Orsara di Puglia, l’evento si concluderà con l’esibizione degli allievi del corso di danza e con un buffet. L’evento sarà trasmesso in differita su Blog Tv.

Cultura

Stornarella, nel weekend il Festival del Pensiero. Tanti ospiti da Paragone a Monachese

La locandina dell’evento

Alimentare e diffondere la forza del Pensiero sfiorando parole, musica, arte e innovazione. Sabato 21 e domenica 22 ottobre, Stornarella ospiterà la prima edizione del Festival del Pensiero. Promosso dall’Associazione Attivamente in collaborazione con la ProLoco di Stornarella, la Cooperativa Social Service e con l’Arci Travel di Stornara, il centro cittadino si trasformerà nel salotto della riflessione.  Sabato 21 saranno gli scrittori, Pino Aprile e Antonio Ciano, a discutere sul tema “Questione Meridionale: l’invenzione dell’Italia Unita”. Seguiranno due presentazioni di libri: lo scrittore e blogger Piero Ricca con “Alza la testa. I potenti italiani contestati da un gruppo di cittadini informati”, condurrà Enrico Ciccarelli; e Adelmo Monachese con “Attentato al Piccolo Principe”, condurrà Vincenzo Signoriello. La prima serata si concluderà con “Ho sete ancora”, uno spettacolo tra parole e musiche per ricordare Pino Daniele.  La seconda giornata, domenica 22 ottobre, si aprirà alle ore 10 con l’estemporanea di pittura “LiberArte” con artisti provenienti non solo dalla provincia di Foggia. Sempre in mattinata, gli alunni delle classi prime della scuola di I grado dell’Istituto comprensivo Aldo Moro di Stornarella decoreranno l’Albero del Pensiero con frasi analizzati attraverso temi trattati nell’ambiente scolastico. Nel pomeriggio, l’Officina della Comunicazione presenterà Appò, l’applicazione che sintonizza i Cinque Reali Siti. Seguirà la presentazione del libro del paesologo Franco Arminio, “Cedi le strade agli alberi”. Ad arricchire la serata ci sarà una conversazione, curata da Natale Labia, con il magistrato della Procura della Repubblica di Trani, Michele Ruggero, sulla crisi del Debito Sovrano. Alle 20, toccherà al filosofo e saggista, Diego Fusaro con la presentazione del libro “Pensare altrimenti”. A concludere la sezione dei dibattiti sarà il giornalista e scrittore Gianluigi Paragone con Gang Bank tour. A calare il sipario della prima edizione del Festival del Pensiero ci penserà la musica live di Francesco Pelullo dei Ruah. Il Festival del Pensiero è patrocinato dal Comune di Stornarella, dall’Unione dei Cinque Reali Siti, dall’assessorato allo studio lavoro e formazione della Regione Puglia e dal Senato della Repubblica.

Cultura

L’Orta Nova che Vorrei presenta un corso di Filosofia

Logo l’Orta Nova che Vorrei

Il corso che presentiamo in queste righe si propone di rendere popolare, cioè accessibile a tutti, la filosofia, intesa come amore per il sapere. La ragione che ci spinge a promuovere un’alternativa al pensiero corrente è il dover prendere atto di ritrovarci in una società tecnocratica, nella quale prevale l’ideologia di mercato. Il tutto comporta la mercificazione di ogni cosa, ma in particolar modo della conoscenza. Infatti viene ad emergere in maniera forte l’idea che il sapere sia utile nel momento in cui genera dei tornaconti economici. A farne le spese sono le materie umanistiche, in particolar modo la filosofia. Tutto quello che ha a che fare con il mondo umanistico viene etichettato come “inutile”. La decisione di creare una scuola di filosofia popolare si pone quindi come strumento atto a contrastare l’idea, dominante al giorno d’oggi, che il sapere umanistico abbia esaurito la sua utilità. Quando nasce l’esigenza della filosofia? Quando incontriamo la meraviglia, un termine ambivalente, con una pluralità di significati; esso rimanda allo stupore per le cose belle, ma anche alla paura, alla sofferenza, alla morte. Pertanto la filosofia nasce dalla meraviglia, ossia nasce dall’incontro che abbiamo con le cose belle e non, vogliamo conoscerle, approfondire la ricerca su ciò che ci ha colpito, meravigliato. Tuttavia la meraviglia ha anche una valenza drammatica, ossia concernente la dimensione della sofferenza e, così, la filosofia si configura come un antidoto alla paura della morte e della sofferenza che incombono sulla vita dell’uomo. Filosofiamo sia per conoscere le cose belle che attraggono la nostra ragione e i nostri sentimenti, sia per le paure che segnano il cammino della nostra vita. Tutto questo sarà oggetto del nostro corso, e lo faremo con la semplicità delle parole proprio con l’obiettivo di avvicinare tutti, a prescindere dall’età. Risulterà, dunque, uno strumento nelle mani delle persone per poter conoscere e comprendere l’altro, attraverso il confronto e la discussione. Il de-siderio di conoscere, di poter guardare le stelle (significato di siderium) non dovrà rimanere privo di risposte, ma diventerà la nostra con-siderazione (guardare le stelle insieme), ossia la possibilità di guardare insieme le stelle, di volgere lo sguardo dentro e fuori di noi per ricercare le domande da porre alla nostra esistenza. A fine corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Per informazioni e adesioni al corso:

Francesco 320 412 2893

Pierluigi   327 258 9156

Gianluca  329 541 1841

Comunicato stampa

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