Oggi alle 19:00 Consiglio Comunale. All’ Ordinde del Giorno il Gal, questione Pertini Rinviata

sala-consiliareSi terrà alle 19:00 di oggi nell’ aula consiliare del Comune di Orta Nova, il Primo Consiglio Comunale del 2009. Il Consiglio convocato dal Presidente Valentino D’ Angelo, che intanto si è ripreso dall’ aggressione di Lunedì scorso, vedrà quale unico punto all’ Ordine del Giorno la discussione circa l’ adesione dell’ Ente Comunale al GAL (Gruppo di Azione Locale), che mette assieme enti, associazioni, aziende per progettare piani di sviluppo territoriale. L’ interrogazione presentata dal Cosigliere del PD Nicola Maffione, circa la questione Scuola Media Sandro Pertini, è stata rinviata al prossimo consiglio comunale, assieme all’ intera discussione così come deciso nella Conferenza dei Capigruppo che precede il Consiglio stesso. La decisione di rinviare la spinosa questione, ci ha riferito il Presidente D’ Angelo, è scaturita perchè si sta cercando di raccogliere tutta la documentazione per poi discutere della vicenda, quando tutti gli atti saranno disponibili per la seduta del Consiglio.

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Iaia Calvio (PD): “Moscarella svilisce l’istituzione che rappresenta e offende la comunità”

iaia-calvio“Un sindaco che, pur se provocato, passa alle vie di fatto dimostra di non avere alcun rispetto per l’istituzione che rappresenta e, nel caso di Peppino Moscarella, di non volere archiviare la cultura destrorsa della sopraffazione fisica”. Iaia Calvio, segretaria cittadina del Partito Democratico, stigmatizza duramente quanto avvenuto l’altra sera in Comune, quando il primo cittadino e un giornalista sono venuti alle mani al culmine di un’aspra polemica verbale.

“Conosciamo l’insistenza dei giornalisti – prosegue Calvio – ma il sindaco di Orta Nova non può permettersi di accettare o, peggio, provocare lo scontro fisico con chiunque, a maggior ragione se il suo interlocutore è un giornalista impegnato a svolgere il suo lavoro.

Peppino Moscarella si è reso protagonista di un episodio vergognoso – conclude la segretaria cittadina del PD – che svilisce l’istituzione che rappresenta e offende l’intera comunità ortese, suo malgrado rappresentata da un sindaco che spesso, nell’ultimo anno, ha avuto comportamenti stridenti con il fair play che dovrebbe connotare la condotta di chi riveste ruoli istituzionali ”.

 

Il Circolo P. Impastato risponde all’ Assessore Petrocelli

rifondazione-comunistaNoi vogliamo parlare, confrontarci, costruire vie alternative nella gestione dei rifiuti solidi urbani, in modo tale che si raggiungano gli obiettivi previsti dal testo unico ambientale. Per questo abbiamo continuamente interpellato il nostro assessore all’ambiente, con più documenti mandati alla stampa e a tutte le forze politiche e sociali del paese. Infatti a seguito del convegno sul tema “Rifiuti come e perché differenziarli. Proposte politiche per collettività”(20 ottobre 2008), abbiamo redatto un documento politico, nel quale si richiedeva “all’assessore all’ambiente del comune di Orta Nova di aprire con tutte le forze politiche, sociali, culturali del paese, un tavolo di gestione concertativa, un osservatorio di monitoraggio, che discuta delle modalità con le quali stimolare la raccolta differenziata e possibilmente  dar vita anche ad un sistema di raccolta porta a porta”.

Dopo aver proposto questa nuova via partecipativa, democratica di gestione e formazione di un altro percorso di responsabilizzazione per tutta la cittadinanza,e dopo aver constatato che dall’amministrazione non proveniva alcuna risposta abbiamo continuato ad incalzare e ammonire chi non dava alcun segnale in merito (anche con  vignette satiriche).          Le risposte a quel comunicato sono arrivate dall’UDC, che si è resa disponibile ad un percorso dialogico, mostrando e captando la natura non-ideologica, ma aperta e lungimirante per la promozione del bene comune.

Sabato 3 gennaio riceviamo, finalmente, una risposta dall’assessore, per mezzo stampa, nella quale afferma di “non aver ricevuto nessun invito per il tavolo di concertazione da parte del circolo intercomunale P.R.C. di Orta Nova- Carapelle, se non quello per la conferenza”. Peccato che ciò non corrisponde al vero, in quanto il documento politico scritto dopo la conferenza, è stato protocollato e mandato all’assessore Petrocelli, al sindaco Moscarella ed a tutte le forze politiche e sociali del paese.

Mentre il consigliere comunale Nicola Aghilar implicitamente ci accusava di voler parlare di differenziata quando qualche vandalo brucia cassonetti per la raccolta di rifiuti, come se parlare di raccolta differenziata, di dialogo andasse a incentivare gli atti vandalici; l’assessore oggi ci risponde dicendo che non ha ricevuto nessuna proposta………..                                    Sinceramente siamo allibiti, non pensavamo che la volontà politica di costruire il dialogo per la risoluzione di problematiche collettive, richiedesse tutta questa fatica.

Noi vogliamo dar vita ad un processo partecipato, per mezzo del quale la cittadinanza con le sue rappresentanze del mondo amministrativo,sindacale, politico, associativo ed anche parrocchiale, sia parte attiva, affinchè prevalga lo spirito di comunità, ancora lontano dalla perversa struttura corporativa regnante nella nostra città. Riteniamo che progetti così importanti per il futuro del paese, si programmano insieme, e non soli nelle stanze a volte tenebrose del potere. Proprio per quest’ultimo motivo le rinnoviamo l’invito, caro assessore Petrocelli, di dar vita ad un tavolo concertativo per delineare insieme una via d’uscita, “differenziata”,  al problema rifiuti e ci appelliamo proprio alle sue ultime parole, attese da due mesi. “Sono aperto ad ogni forma di dialogo”.

Il PD Ortese all’ attacco sulla questione Derivati

partito-democraticoIl PD di Orta Nova torna all’ attacco sulla questione derivati, e lo fa in una nota diffusa sul proprio sito www.pdortanova.it : ‘Era il 2001 quando il governo Berlusconi permise agli enti locali di accedere all’attività di scambio del debito, denominata swap.Prima i Comuni che avevano necessità di liquidità per coprire, ad esempio, le spese relative ad opere pubbliche, ricorrevano alla Cassa Depositi e Prestiti, per contrarre mutui a tasso fisso di interesse. Nel 2001 la finanziaria consentì alle banche di proporre ai Comuni operazioni, di “ristrutturazione del debito”: la banca si impegnava a pagare alla Cassa Depositi e Prestiti le rate a tasso fisso del mutuo contratto dal Comune e quest’ultimo si obbligava a pagare alla banca interessi a tasso variabile (vale a dire quello legato all’euribor, che è il termometro del mercato finanziario), con la speranza di guadagnarci.In sintesi, se l’euribor scende – ossia se i mercati finanziari vanno bene – gli interessi da pagare si riducono e il Comune ci guadagna, altrimenti ci perde.

         Il Comune di Orta Nova allora (amministrazione Moscarella) decise di partecipare alla festa della finanza creativa e così nel 2001 sottoscrisse un contratto swap con l’Unicredit, di fatto consegnando le sorti dei soldi dei contribuenti a questo genere rischiosissimo di mercato, senza peraltro avere alcuna specifica competenza in materia.Oggi che il mercato finanziario ha rivelato le sue gravissime magagne, con l’euribor che sale le casse comunali hanno visto aumentare a dismisura il loro debito. L’edulcorata prospettiva di ipotetici guadagni si è risolta di fatto in una grigia certezza di ingenti debiti e in una temibile prospettiva di tagli ai già scarsi servizi pubblici per mancanza di denaro.
          Di recente il vice-presidente di ANCI Puglia, Fabiano Amati, ha rappresentato il serio rischio del crac finanziario cui andranno incontro numerosi Comuni pugliesi che hanno sottoscritto gli swap (tra cui Orta Nova): dal censimento effettuato è risultato che il 95% dei Comuni pugliesi che hanno sottoscritto gli swap è in perdita. Se non si proverà a definire con l’ABI (Associazione bancaria italiana) le condizioni per trattare collettivamente l’uscita dei Comuni da questi prodotti finanziari il loro fallimento è garantito.
Ad oggi il debito del Comune di Orta Nova da swap dovrebbe ammontare a €. 4.337.463.
        A questo punto è legittimo chiedersi: è vero, signor Sindaco? E se sì, domandiamo: perché fu contratto tale debito? Per far fronte a quali esigenze di bilancio? A quanto ammonta oggi questo pauroso debito? A quali risorse economico-finanziarie l’amministrazione sta pensando di attingere per ripianarlo? Ci si sta adoperando per verificare se esiste la possibilità di risolvere il contratto con l’Unicredit?
Si attende risposta documentata e chiara nei contenuti. Non è ammesso il gioco delle tre carte: non siamo a una giostra, né è più il tempo per gravare irresponsabilmente sulle tasche dei contribuenti, già fortemente provati.
Quando i nostri amministratori conclusero il contratto swap con l’Unicredit ebbero cura di sottoscrivere la dichiarazione nella quale si impegnavano a dichiarare la propria specifica competenza in tale materia? (per il regolamento Consob la firma di tale documento era obbligatoria per tutti i Comuni interessati alla conclusione di uno swap)
Se esso esiste, pretendiamo che ci sia mostrato, ne abbiamo diritto, visto che è di soldi nostri che si sta parlando.
Perché mentre il mondo intero si interroga sui possibili rimedi per sanare i guasti che ardite operazioni finanziarie come questa hanno causato, qui ad Orta Nova la “questione swap” resta coperta dal più assoluto silenzio?
Gli esperti finanziari che suggerirono l’opportunità di sottoscrivere il “contratto derivato” perché ora non ci suggeriscono i rimedi per estinguere il debito di 4.337.463,00 che ne è generosamente derivato?
Basterà allo scopo la tassa sul parcheggio o l’apposizione di autovelox cittadini? Sarà sufficiente introitare, senza averne titolo, il canone per le lampade votive cimiteriali? Servirà la retta di €. 550,00 annua richiesta per l’iscrizione all’asilo comunale per ripianare la situazione debitoria del nostro Comune?
            Boh! Una fitta cortina fumogena, nonostante Orta Nova non sia Taranto, avvolge la vicenda.
           Ci piace ricordare ai nostri amministratori che se per un verso è vero che a loro spetta il governo della città, è altrettanto vero che i cittadini non ne sono ospiti, ma occupanti a pieno titolo e indiscussi titolari del diritto di non vederla affossata, titolari del diritto di non vedere i propri soldi gestiti come se si stesse giocando alla roulette.
          Abbiamo bisogno della schietta radicalità di parlare di cose vere, soprattutto quando le scelte della maggioranza fanno sentire le loro pesanti conseguenze sulla vita dei cittadini.
Abbiamo diritto di sapere, sperando che per colmare il nostro attuale deficit di conoscenza non ci raccontino 4.337,463 di bubbole.’

Il Consiglio Provinciale approva il Piano Territoriale di Coordinamento

palazzo-doganaGiovedì pomeriggio a Foggia presso Palazzo Dogana (nella foto),  il Consiglio Provinciale ha approvato all’ unanimità il Piano Territoriale di Coordinamento, uno strumento molto importante che permetterà all’ ente provinciale di individuare e disciplinare le potenzialità e le criticità del territorio sotto il profilo paesaggistico, territoriale, culturale, della mobilità e dei trasporti, insomma un vero e proprio documento programmatico legato alle esigenze del territorio. Il Piano Territoriale si configura come uno strumento che disegna una cornice definita all’interno della quale incardinare le politiche di sviluppo futuro. La Provincia di Foggia è adesso la seconda provincia della Puglia – dopo Lecce – ad adottare il Ptcp ponendosi, come ha sottolineato l’assessore provinciale alla Programmazione Leonardo Di Gioia, ‘all’avanguardia sul terreno della programmazione’. ‘Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – spiega l’assessore – si caratterizza non soltanto per la sua valenza di natura tecnica, ma anche per una funzione politica: quella di mettere l’Amministrazione provinciale nella condizione di svolgere fino in fondo le sue prerogative di Ente sovracomunale di coordinamento. ‘La Provincia di Foggia – aggiunge Di Gioia – diventa così il fulcro delle dinamiche di crescita del territorio, rivendicando con forza il ruolo di coordinamento per ciò che riguarda la Pianificazione Strategica di Area Vasta’. Il Piano Territoriale si sviluppa a partire dalle tre aree di stretta competenza provinciale: la tutela delle risorse territoriali, la corretta localizzazioni degli elementi del sistema insediativo, le scelte d’uso del territorio. Il quadro conoscitivo emerso dal documento di programmazione evidenzia quali risorse fondamentali della Capitanata i suoi ecosistemi di particolare pregio. Con l’adozione del Ptcp da parte del Consiglio provinciale e la successiva pubblicazione, si aprono i 60 giorni nei quali i portatori di interesse e di Comuni potranno formulare le proprie osservazioni. L’assessore provinciale Di Gioia ha anche annunciato la convocazione di una conferenza di coprogrammazione con le Amministrazioni comunali della Capitanata. Un arco di tempo al termine del quale il documento tornerà in Consiglio per la discussione delle osservazioni recepite e l’approvazione che trasferirà il Piano alla Regione Puglia il Piano per il varo definitivo. Sono stati undici gli emendamenti presentati dai Consiglieri provinciali al documento, intesi come contributo aggiuntivo e non come interventi tesi a modificarne l’impianto complessivo. Al dibattito ha preso parola anche il Sindaco di Orta Nova Peppino Moscarella, che nell’ occasione ha illustrato un emendamento in qualità di Consigliere Provinciale.

Nicola Sardone Presidente del Consiglio dei 5 Reali Siti

nicola-sardoneE’ Nicola Sardone (I.d.V.) Consigliere di Opposizione al Comune di Stornarella, il Primo Presidente del Consiglio dell’ Unione dei 5 Reali Siti. La nomina è stata ufficializzata durante la prima seduta del Consiglio della neonata unione, tenutasi Mercoledì scorso presso il Palazzo Ex Gesuitico di Orta Nova. Sardone era stato precedentemente nominato portavoce dei Consiglieri di Minoranza che compongono l’ organo sovracomunale, e si auspicava nei giorni scorsi che la nomina del Presidente  ricadesse su di un esponente di opposizione, per mantenere unito lo spirito di coesione politica, in maniera da eliminare divisioni e logiche di partito che male avrebbero fatto al nuovo ente. Sardone fin da subito ha dato la sua disponibilità ai cittadini dei Reali Siti, affinchè propongano allo stesso Presidente tematiche da analizzare in sede consiliare. Ora però, vista la mancanza di una sede di rappresentanza per il sudetto ente, sarebbe forse ora di dare un segnale ai cittadini che compongono il neonato organo, magari pianificando strategie atte a coinvolgere gli stessi all’ interno dell’ Unione, in maniera da dare a tutti un segno tangibile di ciò che si sta realizzando, con la speranza che la politica sappia cogliere questa importante opportunità.

Oggi alle 18:00 Primo Consiglio dell’ Unione dei 5 Reali Siti

realisitiSi terrà oggi pomeriggio alle ore 18:00 presso il Palazzo Ex Gesuitico di Orta Nova, la Prima seduta del Consiglio dell’ Unione dei 5 Reali Siti. All’ incontro il Presidente Alfonso Palomba, ha invitato le più alte cariche civili e religiose, per investire della giusta autorità ed importanza la prima seduta del Consiglio. La prima spinosa questione da affrontare riguarda la nomina del Presidente dello stesso Consiglio. Il nome dovrebbe essere scelto tra i rappresentanti delle minoranze, che si auspicano un coinvolgimento di tutte le forze politiche. Dunque la scelta potrebbe ricadere su uno dei seguenti consiglieri: Giuseppe Tanzi, Onofrio Parrella (Carapelle), Donato Iorio, Rosangela Giannatempo, Franco Sauro, Paolo Borea (Orta Nova), Antonio Troccoli, Michele Lombardi (Ordona), Pietro Cianci, Michele Colucci (Stornara), Antonio De Angelis, Nicola Sardone (Stornarella). Interessante senz’ altro sarà capire come i trenta consiglieri componenti l’ organo sovracomunale, interpreteranno questa nuova logica partitica, divisi tra logiche di partito, di coalizioni, e di amministrazioni, ma comunque al servizio di una responsabilità ben più ampia rispetto agli interessi comuanali. A loro dunque il compito di interpretare l’ Unione, dandone poi esempio ai cittadini, forse ancora poco a contatto con un ente ancora astratto, come diversamente non potrebbe essere, visto che siamo all’ inizio di quello che speriamo diventi un lungo e proficuo cammino per il nostro territorio.